Il porto rivede la luce: via ai lavori di dragaggio

27 Gennaio 2019

Domani l’assegnazione dell’intervento d’urgenza a una delle tre ditte in corsa In pochi giorni sarà rimossa la sabbia e riportati i fondali alla profondità necessaria

PESCARA. Ancora una settimana per vedere risolti finalmente i problemi di insabbiamento che hanno reso problematico, se non impossibile, nelle ultime settimane l’uso del porto di Pescara.
Entro domani è attesa l’assegnazione della gara bandita d’urgenza per assegnare i lavori di dragaggio.
La zona dell’avamporto è rimasta insabbiata all’inizio del mese a causa delle mareggiate.
Sono tre le ditte in ballo per ricevere l’appalto che nei giorni scorsi ha avuto il via libera dalla Regione, in seguito all’ultima riunione alla quale avevano preso parte anche Autorità di sistema portuale, capitaneria di porto, Comune e Arta.
Per il progetto di dragaggio l’Autorità di sistema portuale ha ricevuto l’autorizzazione formale a rimuovere seimila metri cubi di sabbia, in modo da riportare i fondali a una profondità tra i 4,3 e i 4,5 metri.
I sedimenti andranno rimossi soprattutto dai punti in cui i fondali attualmente non vanno oltre i due metri e mezzo di profondità.
L’ultimo passaggio prima dell’esecuzione dei lavori è quello dell’individuazione della ditta: la procedura telematica è stata sbloccata venerdì ed è atteso entro domani l’esito della gara per la quale sono state individuate tre ditte. Gli interventi, una volta affidati, dovrebbero poi essere completati entro pochi giorni, visto che la mole di sabbia da spostare non è eccessiva.
Ciò significa che questa dovrebbe essere l’ultima settimana di sofferenza per i pescherecci e le altre imbarcazioni che si servono del porto di Pescara, e che in questo mese sono stati costretti a spostarsi verso lo scalo di Ortona, con tutto ciò che comporta in termini di tempo e di soldi.
Per arrivare ai lavori, c’erano però dei passaggi obbligati da svolgere: andava messo a punto un progetto, andavano eseguite delle batimetrie precise, cioè la misurazione dei fondali, e la ricerca di eventuali ordigni bellici nei fondali: una fase che è stata curata dall’Autorità di sistema portuale e dai servizi regionali di Opere marittime e gestione rifiuti.
La soluzione del problema è slittata di appena qualche giorno rispetto alle prime stime: nella riunione in prefettura dello scorso 10 gennaio si era infatti parlato di una decina di giorni necessari per avviare i lavori d’urgenza. A questi dovranno però seguire interventi risolutivi, attesi da anni per risolvere i problemi del porto di Pescara.
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