Il prefetto Provolo va via da Pescara

Andrà a Roma a dirigere l’ufficio ispettivo dei vigili del fuoco. Al suo posto Basilicata, la lady di ferro della lotta ai Casalesi
PESCARA. Cambio della guardia alla Prefettura di Pescara. Va via Francesco Provolo, arrivato a Pescara a gennaio del 2016, e arriva Gerardina Basilicata, 62 anni, originaria di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta.
Il cambio è stato ufficializzato nel primo pomeriggio di ieri, dopo la decisione del Consiglio dei ministri che su proposta del ministro dell’Interno Marco Minniti, ha deliberato le nuove nomine e gli spostamenti dei vari prefetti su tutto il territorio italiano.
Tra questi figura anche la Prefettura di Pescara. Provolo, che va via dopo 21 mesi, è stato destinato a Roma, a dirigere l’ufficio centrale ispettivo del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile. Al suo posto, arriva il prefetto Basilicata, 62 anni, originaria di Santa Maria a Vico, in provincia di Caserta che a gennaio di quest’anno era stata chiamata a dirigere la commissione straordinaria di Scafati, quando i giornali locali la presentarono come “il prefetto della lotta ai Casalesi”. Una lady di ferro che a Pescara arriva dal ministero degli Interni, in particolare dalla direzione centrale per gli affari generali (dipartimento dei Vigili del Fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile), ma che nel corso degli anni è stata prefetto di Savona, capo gabinetto della Prefettura di Napoli e commissario prefettizio a Portico di Caserta, Macerata Campana e Succivo, Casal di Principe, San Felice a Cancello, Carinaro, Sant’Angelo di Alife, Santa Maria Capua Vetere e Mondragone. A Casal di Principe e Pignataro Maggiore Gerardina Basilicata ha fatto anche parte delle commissioni straordinarie chiamate a gestire tali enti locali dopo gli scioglimenti per infiltrazioni camorristiche. Nel suo curriculum anche esperienze nel settore per la programmazione e lo sviluppo del mezzogiorno attraverso i fondi comunitari e nel settore della protezione civile. Un arrivo importante, dunque, per Pescara e per tutto il territorio provinciale ancora fortemente scosso dalla tragedia dell’hotel Rigopiano dello scorso 18 gennaio, quando proprio la Prefettura si trovò in prima linea a gestire l’emergenza.
Un’emergenza purtroppo non solo legata al maltempo, ma anche alle conseguenze di quello che successe poi, con la strada di Rigopiano bloccata, il terremoto e la valanga che rase al suolo il resort e uccise 29 persone. Giorni difficili e un clima pesante soprattutto durante i giorni delle ricerche, quando proprio il prefetto Provolo si occupò di dare le notizie ufficiali ai familiari in attesa e ci fu l’odioso episodio del nome sbagliato di Stefano Feniello. Il ragazzo di 28 anni dato per vivo e invece, purtroppo, già morto. Una tensione cresciuta di pari passo con la voglia di giustizia e verità dei familiari delle 29 vittime. L’ultimo episodio, il 19 ottobre, con l’incursione in prefettura del sopravvissuto Giampiero Matrone andato a chiedere spiegazioni alla funzionaria che non credette all’allarme di quel 18 gennaio.
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