Il premio Flaiano non c’è nello spot: lite Comune-Tiboni

«La presidentessa ci aiuti piuttosto a riportare le spoglie» La replica: «Non è giusto, va lasciato vicino ai suoi cari»
PESCARA. Si scrolla di dosso ogni responsabilità il Comune per la dimenticanza della figura di Ennio Flaiano nel video promozionale realizzato per il Giro d'Italia. Nei giorni scorsi la presidente dei premi internazionali Flaiano, Carla Tiboni, aveva bacchettato l'ente mettendo in luce l’assenza dell’intellettuale tra le immagini che raccontano Pescara in vista della tappa della carovana rosa. Non ha tardato ad arrivare la replica dell’assessore alla Cultura Maria Rita Carota.
«Il Comune prende atto della vicenda con rammarico e anche con dispiacere, ma non può fare a meno di sottolineare che le immagini esulano da competenze e responsabilità dirette e indirette», afferma. «Le critiche mosse da Carla Tiboni per troppo coinvolgimento emotivo, come accade per le grandi passioni, sbagliano obiettivo».
La risposta non è affatto piaciuta alla presidente Tiboni che ha precisato, «che non ci sono obiettivi sbagliati, ma fatti che probabilmente sono ignorati. I fatti sono che il video di presentazione della città di Pescara, in occasione del Giro d’Italia, non contiene riferimenti e immagini di Ennio Flaiano, uno dei maggiori intellettuali del novecento, nonché illustre figlio di Pescara». L'assessore Carota dal canto suo ha colto l’occasione per rivendicare «con orgoglio l’iniziativa del sindaco Carlo Masci, finalizzata alla traslazione delle spoglie di Ennio Flaiano nella città natale, con tutti i necessari passi istituzionali, per la quale l’amministrazione aveva richiesto già lo scorso anno a Carla Tiboni di adoperarsi in sinergia virtuosa, attraverso il coinvolgimento dei premiati e delle insigni personalità delle giurie».
Carota va oltre e chiede alla Tiboni di «impegnarsi attivamente per un movimento d’opinione di intellettuali e uomini e donne dello spettacolo, che ci consenta di esaudire il desiderio espresso dallo scrittore in una eloquente poesia. Che era poi quello più volte manifestato dal fondatore dei Premi, Edoardo Tiboni». Anche l'appello in merito alle spoglie non ha trovato l’approvazione di Carla Tiboni che anzi ha bocciato sonoramente la proposta. «L’iniziativa della traslazione è un’idea del sindaco Masci. L’associazione non ha aderito né privatamente né pubblicamente a questo appello, perché non condivide la scelta di strappare un uomo alla propria famiglia con cui è seppellito nel cimitero di Maccarese, frazione di Fregene che, all’epoca, grazie a Flaiano e Fellini divenne “il mare di Cinecittà”; l’associazione si è resa utile alla richiesta del sindaco, pur trovando non pochi dinieghi da parte di artisti e intellettuali, che non comprendono la necessità di traslare le spoglie di Flaiano». Tiboni avvisa l'amministrazione. «Non ci sarà alcuna partecipazione a “movimenti di opinioni” perché Flaiano non ha mai dichiarato di voler essere sepolto a Pescara, e i versi cui l’assessore si riferisce tratti dalla Valigia delle Indie (peraltro pubblicato postumo) non contengono alcun desiderio né richiesta espliciti; l’idea di essere seppellito a Pescara è soltanto una libera interpretazione di alcuni versi, e resta tale anche a fronte delle volontà testamentarie di Ennio Flaiano». Parlando di «inutile diatriba», la presidentessa dei Premi approfitta per rilanciare la polemica che aveva tenuto banco a fine anno, intorno allo stanziamento in bilancio previsto per i Premi. «Devo constatare ancora una volta, anche da figlia, che fa comodo usare il nome di Edoardo Tiboni, per poi tentennare sui finanziamenti ai Premi Internazionali da lui fondati», conclude.
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