Il Premio Sulmona a Claudio Sacchi

La giuria sceglie l’artista fiorentino. Sgarbi: «Iniziativa utile»
SULMONA. «Un punto di riferimento per gli artisti, un Premio utile per chi vuol farsi vedere e iniziare il proprio percorso»: così Vittorio Sgarbi, ieri, al termine della riunione di giuria, che presiede da molti anni, della 41ª edizione del Premio Sulmona di arte contemporanea.
Oltre un’ora di lavoro per scegliere i nomi dei premiati tra i 120 artisti in mostra. Primo posto (targa del Presidente della Repubblica) per il fiorentino Claudio Sacchi, che ha partecipato con un ritratto di donna, olio su tela: “Giada” (2013). Targa del Presidente del Senato a Yang-Sil Lee, artista della Corea del Sud, in mostra con la scultura in terracotta “Famiglia di creta” (2013). Infine, targa del Presidente della Camera al sulmonese Marco De Angelis, in concorso con il quadro “Ombre di paesaggio” (2012, tecnica mista su carta). Premio acquisto per l’opera della genovese Roberta Buttini, “Silenzio al punto d’acqua” (2014, tempera e olio su tela), che andrà ad arricchire la pinacoteca sulmonese dell’ex convento di Santa Chiara. Numerosi gli artisti segnalati: Alessandra Porfidia (Roma), Tomoyo Haneishi (Giappone), Vittorio Fava (Poggio Nativo, Ri), Gabriella Di Trani (Roma), Valeria Cademartori (Roma), Enzo Carnebianca (Roma), Gruppo Astratto Totale (Sanzione, Salzano, Cotroneo, Mariacci) e Sonia Babini (Pineto). Del Premio abbiamo parlato con il presidente di giuria, il critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Dottor Sgarbi, un giudizio complessivo su questo Premio Sulmona.
«Questo premio tenta una selezione attraverso un certo numero di critici che indicano gli artisti e poi la giuria, in parte tenendo conto di queste segnalazioni, vota quelli che non ha segnalato. Io non ho segnalato nessuno quindi ho votato liberamente. In assenza della Quadriennale, che era l’istituzione che faceva vedere quello che capitava in Italia in quattro anni, non c’è più un luogo in cui gli artisti possano avere uno sfogo, quindi il Premio Sulmona, dopo 40 anni ha assunto la funzione di un punto di riferimento, perché quelli che non hanno casa possono farsi vedere e tentare di iniziare un percorso. Da questo punto di vista è un Premio utile».
Dunque il Premio Sulmona, pur appartenendo ad una piccola realtà cittadina, può davvero essere un trampolino di lancio per gli artisti?
«Può esserlo e di fatto lo è, perché oggi tutto si rarefà e chi resiste resiste perché ha la credibilità, la forza per non farsi travolgere. Hanno travolto la Quadriennale che era dello Stato, quindi…».
Da molti anni viene a Sulmona e in Valle Peligna. Cosa ha visto o visiterà stavolta?
«Ieri (sabato, ndc) siamo andati a Pettorano: meraviglioso. Oltre all’aria sublime di montagna, ha un castello che ha una posizione formidabile. Il paese è conservato con molta cura, con bellissimi palazzi, in parte vissuti e in parte abbandonati, però dà il senso di un centro che ha tensione, vitalità. Adesso voglio farmi un giro il trenino che parte da sulmona e arriva fino in Alto Sangro. Ogn volta aggiungo qualcosa».
La rassegna potrà essere visitata fino a sabato 4 ottobre, giorno in cui si svolgerà la cerimonia di chiusura. Le opere potranno essere visitate dal martedì alla domenica, dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15,30 alle 19 (ingresso gratuito).
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