Il presidente resta, lo stipendio no

10 Giugno 2014

Entro giugno il numero uno diventa commissario, ma senza indennità

CHIETI. Enrico Di Giuseppantonio, fresco sindaco di Fossacesia, eserciterà dal 25 giugno la funzione di presidente di provincia senza percepire più l’indennità di carica e funzione. Il 25 giugno spirano infatti i 5 anni dalla proclamazione degli eletti nell’ormai lontano 2009.

«Resto in carica assieme alla giunta provinciale», spiega Di Giuseppantonio che è anche presidente dell’Upa, l’Unione province abruzzesi, «e il 25 si scioglie il consiglio provinciale, le cui funzioni verranno svolte dai presidenti che opereranno di fatto da commissari ad acta».

Di Giuseppantonio e gli altri presidenti di Provincia, avranno poteri di ordinaria amministrazione. Poi, entro la fine dell’anno, convocheranno i sindaci e i consiglieri comunali della provincia che saranno chiamati ad eleggere il nuovo Consiglio provinciale. Il quale dovrà scrivere e approvare lo statuto dell’ente e finalmente nominare il nuovo presidente». A quel punto la provincia sarà formata dal presidente e da 10 o 11 consiglieri, nel caso di Cuìhieti, con funzioni mitigate rispetto al passato (per esempio tutto il settore dei centri per l’impiego dovrebbe passare ai comuni o alla Regione). «Ma», avverte Di Giuseppantonio, «si sentono rumors i quali sostengono che siccome la riforma delle Province è “un bluff”, si sta pensando di prorogare la carica di presidente in attesa dell’approvazione della legge costituzionale che abolisca definitivamente le Province». Siamo dunque in presenza di un rebus istituzionale, o di un pasticcio vero e proprio. Non è però questo aspetto a preoccupare maggiormente Di Giuseppantonio.

«Il problema di fondo per noi», dice il nuovo sindaco di Fossacesia e presidente della Provincia di Chieti, «è che con l’ultimo decreto del governo abbiamo le casse completamente svuotate. E si sa che la provincia di Chieti è già in dissesto per i guai del passato e del presente. Noi infatti stiamo pensando anche a provvedimenti severi, come la chiusura di alcune strade, sulle quali non possiamo più garantire la manutenzione. E si tenga conto che noi gestiamo il 90% delle strade della provincia. Per non parlare delle scuole: quante potranno riaprire a settembre?».

Certo, ragiona Di Giuseppantonio, «per la prima volta nella storia del paese un presidente di Provincia e un organo eletto dai cittadini stanno lì senza indennità. Poco male, ma invece di far restare quei soldi nelle casse della Provincia vengono ripresi attraverso la riduzione dei trasferimenti. In pratica noi stiamo finanziando anche gli 80 euro in più in busta paga, una finalità nobile, ma insomma...».

Intanto ieri si è svolta una riunione dei dirigenti e dei segretari generali delle Provincie abruzzesi per avanzare alcune proposte a Comuni e Regione. «Per esempio,la funzione di stazione appaltante che la nuova legge lascia ai comuni capoluogo o all’unione dei comuni, potrebbe essere un compito della Provincia».©RIPRODUZIONE RISERVATA