Il prestito da 25mila euro a 2.452 aziende: sono poche

9 Maggio 2020

Ecco la ripartizione per province: un migliaio a Chieti, fanalino di coda L’Aquila 

L’AQUILA. Gli imprenditori chiedono liquidità. Ma quante aziende hanno avuto accesso finora, in Abruzzo, ai 25mila euro garantiti dallo Stato? Ecco il quadro esatto dei prestiti erogati. Numeri al ribasso, con appena 2.452 imprese, che hanno incassato i soldi, rispetto alle 125.591 iscritte alle Camere di commercio abruzzesi, per 49 milioni di euro assegnati a fronte del miliardo e 711 milioni di euro su scala nazionale. Le micro e piccole imprese, che hanno richiesto prestiti fino a 25mila euro, rappresentano l’88% del totale. Solo il 2,2% delle aziende che operano sul territorio ha già ottenuto il finanziamento, con una media di 20mila euro. Per la Cna «il ritardo nella distribuzione dei fondi è inaccettabile».
POCHI PRESTITI. Il governo ha contribuito, immettendo liquidità nel Fondo centrale di garanzia, con un miliardo e 700 milioni di euro e supportando l’operazione con la garanzia statale al 100% delle somme concesse. Ma non esiste un plafond massimo nazionale, né una ripartizione dei fondi su base regionale.
In Abruzzo, secondo l’analisi proposta dalla Cna, rielaborando i dati diffusi dal ministero dell’Economia e dal Mediocredito centrale, la stragrande maggioranza del sistema produttivo locale è ancora in attesa della liquidità necessaria a scongiurare, in una congiuntura economica drammatica, il rischio fallimento. In particolare, dal 17 marzo, data di entrata in vigore dei decreti Cura Italia, Liquidità e degli altri provvedimenti varati dal governo per far fronte all’emergenza coronavirus, solo il 2,2% delle aziende ha ottenuto un prestito. L’importo totale erogato in Abruzzo sfiora i 127 milioni, di cui 49 milioni riferiti ai finanziamenti fino a 25mila euro.
CHI HA INCASSATO. La suddivisione per province vede prevalere Chieti come numero di domande presentate, 1.064, per quasi 21 milioni finanziati e una media di 19mila 600 euro ad azienda. Segue Pescara con 537 richieste per 10 milioni e 849mila euro di finanziamenti concessi. Poco più di 20mila euro, in media, a impresa. A Teramo le richieste sono state 492 con quasi 10milioni di euro erogati e un prestito medio di 20mila 179 euro ad azienda. Fanalino di coda la provincia dell’Aquila, dove sono arrivate 359 domande per accedere al fondo da 25mila euro, per complessivi 7 milioni 289mila euro. Ogni impresa ha ricevuto, in media, 20mila 280 euro di fido. Nel rapporto con il sistema camerale, su 70.296 imprese iscritte alla Camera di commercio Chieti-Pescara, 1.061 hanno bussato alle banche per ottenere un prestito. Sulle 30.543 aziende della Camera di commercio di Teramo, 492 hanno presentato istanza di finanziamento, mentre sulle 24.752 che fanno capo alla Camera di commercio dell’Aquila, sono arrivate 359 richieste.
«UNA DECISA SVOLTA». La Cna Abruzzo sollecita «una decisa svolta». «A due mesi dall’avvio di una crisi tanto improvvisa quanto devastante», afferma Graziano Di Costanzo, il direttore generale della Cna Abruzzo, «solo il 2,2% delle imprese abruzzesi si è visto riconosciuto il diritto al finanziamento. Il mondo degli istituti di credito, nonostante l’Associazione bancaria italiana abbia segnalato, negli ultimi giorni, una crescita cospicua delle domande di finanziamento, continua a procedere piuttosto lentamente, non rispondendo alla richiesta di liquidità veloce e necessaria ad attenuare i gravissimi danni economici del momento».
GARANZIA TOTALE. Sui 127 milioni erogati complessivamente alle imprese abruzzesi, le richieste di finanziamento fino a 25mila euro rappresentano la stragrande maggioranza del totale: sono, infatti 2.452, ovvero l’88%, con circa 49 milioni di finanziamento. Cifra che, tuttavia, assorbe poco meno del 39% del totale finanziato. «Si tratta», ricorda Di Costanzo, «di quei fondi che godono della garanzia totale fornita dallo Stato e che, quindi, avrebbero dovuto essere erogati quasi automaticamente. E, invece, scontano ritardi inaccettabili: ci risulta, tra l’altro, che alcuni istituti di credito abbiano adottato modalità tecniche piuttosto complesse, con l’applicazione di specifici software non di uso comune tra le aziende». Anche le richieste di finanziamento fino a 25mila euro vengono sottoposte a una fase istruttoria, da parte delle banche, per analizzare la capacità di reddito del richiedente.
«Siamo consapevoli», conclude Di Costanzo, «delle difficoltà gestionali in cui si trovano a operare in questo momento le banche, a cui offriamo piena collaborazione attraverso i nostri uffici e il nostro confidi. Tuttavia è fondamentale che mettano in campo tutti gli sforzi necessari per far arrivare liquidità, soprattutto alle piccole e medie imprese, ormai allo stremo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA