«Il primo cittadino ora è solo, si dimetta»

Centrosinistra e M5S contro la giunta: il progetto della Regione è un fallimento, non lo vuole nessuno
PESCARA. «Masci è rimasto solo, le tante assenze in consiglio dimostrano che neanche la maggioranza vuole il palazzo della Regione nell’area di risulta. Il sindaco dovrebbe dimettersi». Sono le parole pronunciate ieri dai consiglieri del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle, durante una conferenza stampa convocata subito dopo la seduta dell’assemblea civica andata deserta. L’opposizione ha approfittato per attaccare l’amministrazione comunale e contestare ancora una volta l’accordo di programma tra Regione e Comune che darà il via libera alla realizzazione della nuova sede regionale nell’area di risulta.
«La maggioranza», ha detto il capogruppo del Pd Piero Giampietro, «è stata capace di far mancare il numero legale. Questo progetto porterà solo danno alla città e anche i consiglieri di maggioranza se ne rendono conto. Si torni a fare un progetto nuovo e partecipato per l’area di risulta». «La maggioranza con queste assenze», ha affermato la capogruppo del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini, «ha di fatto bocciato l’accordo di programma. Masci ora chi rappresenta, se non è sostenuto nemmeno dai rappresentanti della propria maggioranza? Se la coalizione abbandona il proprio sindaco nel giorno della delibera più importante degli ultimi 30 anni, vuol dire che Masci oggi è un uomo solo. Il sindaco, del resto, è in ritardo su tutto. Ha fatto passare 4 anni per presentare un progetto per l’area di risulta, mentre c’era quello già pronto lasciato dal centrosinistra. Ha fatto una gara europea che è andata deserta e nessuno in Europa ha trovato interessante investire i propri soldi nell’area di risulta. Visto il clamoroso ritardo, è il caso che Masci abbandoni questa idea». «Questa operazione», ha osservato la consigliera della lista Sclocco sindaco Marinella Sclocco, «è la cartina di tornasole del fallimento del centrodestra. Per 4 anni, Masci e la sua squadra non hanno avuto idee per la città, delegando la progettazione di pezzi della città ad altri. Per l’area di risulta, per tre volte hanno tentato di fare un bando andato deserto, evidentemente era un’idea fallimentare e ora hanno deciso di regalare l’area alla Regione».
«Sono sorti molti scrupoli di coscienza», ha commentato il consigliere della lista Città aperta Giovanni Di Iacovo, «verso un atto sciagurato da cui non si può tornare indietro. Pescara avrà per sempre deturpato il suo ingresso alla città, sarà un colpo di grazia». «Oggi tutta laPescara ha visto che Masci non ha più i numeri per governare», ha affermato il consigliere Pd Francesco Pagnanelli, «questo accordo è un’azione sconsiderata nei confronti di del capoluogo adriatico, sono mancati in consiglio interi gruppi politici. È importante che la città si mobiliti per fermare questo scempio e i consiglieri di maggioranza si schierino dalla parte della città».
«Che Masci sia ormai un uomo solo è evidente», ha precisato il consigliere M5S Massimo Di Renzo, «in tutti i consigli comunali c’è sempre il numero minimo dei politici di maggioranza, questa consiliatura sta andando alla deriva. Quindi dovrebbe dimettersi». «È una vicenda che prima era infelice e ora è diventata surreale», ha aggiunto il consigliere Pd Marco Presutti, «siamo di fronte a una procedura accorciata per evitare la Valutazione di impatto ambientale. È stata scritta una delibera stringatissima per evitare gli emendamenti». «Questa è una débacle totale», ha sottolineato la consigliera Pd Stefania Catalano, «sono state messe in evidenza le criticità di questa maggioranza». «Le scelte più importanti per la città si stanno sgretolando», ha concluso il consigliere M5S Paolo Sola, «Masci è stato abbandonato non solo dai suoi consiglieri, ma anche dai tecnici».(a.ben.)

