Il punto debole? I posti letto

Ecco il report della Cabina di regia sull’Abruzzo, è aggiornato ai dati Covid del 6 dicembre
L'AQUILA. Curva del contagio in Abruzzo in decrescita per quasi tutti i parametri, ma la pressione sul sistema sanitario locale è ancora troppo alta rispetto alle capacità strutturali della regione, soprattutto in alcuni territori come la provincia dell’Aquila. È quanto emerge dall’ultimo report settimanale della Cabina di regia del Ministero della Salute che si avvale della consulenza dell’Istituto superiore di sanità. L’ultimo monitoraggio, che fa riferimento all’arco temporale che va dal 30 novembre al 6 dicembre, aggionato al 9, posiziona l’Abruzzo in fascia arancione evidenziando però le criticità ancora in atto. I 21 indicatori ci collocano nella classe di rischio moderato, con una valutazione di impatto alta, soprattutto tenendo conto della resilienza dei servizi sanitari, della poca capacità di tracciamento e dell’indice di contagio Rt ancora troppo alto.
CAPACITÀ DI MONITORAGGIO. Uno degli indicatori in cui l’Abruzzo dimostra di avere un punto debole e di non essere all’altezza delle altre regioni italiane, secondo l’Iss è quello sulla capacità di monitoraggio.
Per quanto riguarda il numero di casi sintomatici notificati in un mese rispetto al totale, fanno peggio dell’Abruzzo solo Calabria, Sardegna e Liguria.
Nella settimana precedente a quella analizzata, la percentuale di pazienti monitorati sul totale era del 77.6%. In quella successiva c’è stato però un miglioramento. L’Abruzzo è riuscito a monitorare più casi, arrivando all’82.4%. Solo 6 regioni fanno peggio. La maggior parte riesce a monitorare più del 90% dei pazienti. La soglia di allerta, sotto la quale la situazione diventa incontrollabile, secondo l’Iss è quella del 60%.
Viene richiesto, però anche un trend in miglioramento e la situazione in Abruzzo fortunatamente sta migliorando.
PERSONALE PER TRACCIAMENTO. Sulla possibilità di garantire adeguate risorse per il tracciamento, l’isolamento e la quarantena, l’Abruzzo è in difficoltà rispetto alle altre regioni. In primo luogo per il numero di figure professionali e il tempo dedicati al monitoraggio dei contatti stretti e dei casi in quarantena o in isolamento. Ma anche nelle attività di prelievo e invio delle provette ai laboratori. Il valore in Abruzzo è di una figura per 10.000 persone. Dato simile a quelli di Lazio e Lombardia. Tutte le altre regioni hanno un valore più alto. Anche sull’indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti l’Abruzzo, se pure sopra la soglia di allerta del 60% (solo Sicilia Sardegna ed Emilia Romagna sono sotto), si trova all’87%, tra le ultime posizioni.
L’INDICE RT. L’indice di contagiosità è uno dei parametri in base al quale viene calcolata la capacità del virus di espandersi in un territorio. È un indice divenuto fondamentale negli ultimi mesi perché su di esso si basano le misure decise dal governo per arrestare l’epidemia. Questo indice si usa per descrivere il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure restrittive, quindi mostra quanto stanno funzionando. Anche per quanto riguarda questo dato, l'Abruzzo si trova nelle retrovie.
Nella settimana in questione l’incidenza è di 169,17 casi per 100.000 abitanti, con un Rt stimato di 0.82 (da un minimo di 0.72 a un massimo di 0.93). Ci sono solo il Veneto (0.91), la provincia autonoma di Trento (0.91) e il Friuli Venezia Giulia (9.7) che superano lo 0,82.
POSTI LETTO. I 21 indicatori analizzati dal Ministero permettono di valutare tre aspetti di interesse per la valutazione del rischio: probabilità di diffusione, impatto e resilienza territoriale. Gli ultimi sono tra quelli che colpiscono l’Abruzzo nell’ultimo report. Per quanto concerne il tasso di occupazione dei posti letto totali di Terapia intensiva per pazienti, infatti, l'Abruzzo si trova, come la maggior parte delle Regioni italiane, sopra la soglia del 30%, con valore del 37%. Stesso discorso per il tasso di occupazione dei posti letto totali dell’Area medica per pazienti Covid, che si attesta al 44% quando la soglia di allerta è del 40%. I dati utilizzati per il report di monitoraggio, in questo caso sono quelli dell’8 dicembre. (p.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

