«Il punto nascite va soppresso»

Penne, l’assessore regionale Paolucci indica il destino del reparto. Il sindaco: non ci arrenderemo
PENNE. Il futuro del punto nascite di Penne è sempre più a rischio. La mobilitazione popolare sfociata lo scorso settembre in un maxi corteo di protesta, per il momento, sembra non aver spostato di molto la spada di Damocle che pende sul punto nascite del capoluogo vestino. Le direttive del governo, sempre più stringenti, impongono alla Regione una rigorosa spending review.
Si dovrà insomma tagliare i piccoli reparti nascita, per «migliorare le prestazioni e il comfort dei reparti più funzionanti». La riunione del nuovo comitato per il percorso nascita regionale (Cpnr), convocata martedì scorso dall'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, con l’obiettivo di studiare le problematiche relative ai punti nascita abruzzesi, ha evidenziato tutte le difficoltà del reparto nascite del capoluogo vestino.
«D’ora in avanti l’unico parametro che utilizzeremo per mettere in efficienza i punti nascita sarà la sicurezza del nascituro e della madre. Tutto il resto passa da questo momento in secondo piano. Nelle regioni più avanzate, oltre il 70 per cento dei parti avviene in punti nascita nei quali si registrano oltre mille parti l’anno» sottolinea Paolucci «mentre in Abruzzo, dei 12 punti nascita, pochi superano i mille parti l’anno. Altri dati dimostrano l’esigenza di intervenire con rapidità e radicalità sul sistema, come l’incidenza dei parti cesarei, che se a livello nazionale è pari al 38 per cento, in alcuni renidi come Sulmona e Penne supera il 50 per cento. Ecco perché abbiamo deciso di avviare un percorso condiviso, ma deciso, per riformare i punti nascita in Abruzzo attraverso un documento che sarà anche necessario al Tavolo di Monitoraggio dei ministeri dell’Economia e della Salute per porre fine al lungo periodo di commissariamento».
I dati che Paolucci ha chiesto alle unità operative di Ostetricia e Ginecologia attualmente operanti in Abruzzo indicano come nel 2013 siano stati eseguiti 10mila 194 parti.
Il più affollato è stato l’ospedale di Pescara con 2.037 parti l'anno mentre a Penne i dato si attesta su 311 nascite. Poco meglio del San Massimo di Penne hanno fatto Ortona (488), Atri (467) e Sulmona (328). A Chieti sono stati effettuati 1.497 parti, ad Avezzano 990, all’Aquila 955, a Teramo 814, a Sant’Omero 808, a Vasto 789 e a Lanciano 710.
Ma il sindaco Rocco D’Alfonso non vuole rassegnarsi al sacrificio del reparto nascite del San Massimo e, nei prossimi giorni, avrà un confronto con l'assessore alla Sanità.«Mi riprometto di contattare nei prossimi giorni l'assessore Paolucci per capire le sue intenzioni. Come amministrazione» ribadisce D'Alfonso contrasteremo in ogni modo l'ipotesi di chiusura del punto nascite. La nostra posizione è chiara: il reparto del San Massimo non può essere giudicato solo dai numeri dei parti. Devono essere valutate anche le difficoltà oggettive di viabilità del nostro comprensorio e, soprattutto, la salute e la sicurezza delle partorienti».
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