Il questore: del degrado devono occuparsi i vigili

19 Luglio 2017

Il capo della polizia, Francesco Misiti, interviene dopo l’appello del sindaco «Ognuno faccia il suo. La Municipale non può chiudere a mezzanotte e mezza»

PESCARA. «Ognuno deve fare il suo, ognuno si assuma le proprie responsabilità». Il questore Francesco Misiti interviene sull’emergenza degrado, piaga di chi quotidianamente si trova a fare i conti con i bivacchi in centro, i mendicanti ad ogni angolo e i tossicodipendenti davanti a negozi e portoni. Interviene, il questore, dopo che alle lamentele e alle critiche di residenti e commercianti del centro, il sindaco Marco Alessandrini ha alzato bandiera bianca: «Il Comune da solo non può farcela, ha le armi spuntate. Bisogna che si coinvolgano tutte le forze dell’ordine. Ci vuole collaborazione». Un appello neanche troppo velato a chi organizza e gestisce l’ordine pubblico, a cominciare dal questore.
Signor questore il sindaco chiede aiuto, lei che dice?
Partiamo prima da una premessa. Ognuno ha le sue competenze. Le forze di polizia con competenza a carattere generale - carabinieri, finanza e polizia di Stato - hanno il controllo del territorio, intervengono a 360 gradi su tutto quello che è richiesta di assistenza da parte del cittadino e perpetrazione dei reati. La polizia municipale ha invece compiti più insiti nel territorio. Viabilità, degrado, decoro, controlli agli esercizi pubblici. Fatta questa premessa, posso concordare con il sindaco che, tra la movida e l’estate, c’è un incremento della popolazione. A cui vanno aggiunte tutte queste persone che stanno arrivando, e per le quali non si può fare niente, perché sono ripartite su base nazionale. Ma tutto questo non toglie che ogni ordine di polizia ha le proprie competenze.
Quindi sul contrasto al degrado come vi organizzate?
Io l’ho già detto al sindaco. I vigili urbani devono fare il loro. Tutti abbiamo il problema dell’età avanzata del personale. Anche la polizia, anche i carabinieri. Ma questo non significa che su un organico di 150- 160 uomini, all’interno della Polizia municipale, non si esca. Sicuramente non escono 150 persone. Gli è stato sollecitato anche dal prefetto di incrementare le uscite, soprattutto con le direttive in materia di elevazioni dei sinistri stradali. In ambito urbano la competenza è della municipale. Noi avevamo la specialità della polizia stradale che da qualche mese per direttive ministeriali opera su base autostradale. Pur garantendo interventi sull’asse attrezzato o lungo la Tiburtina quando l’area è di nostra competenza, non significa che a mezzanotte e mezza la polizia municipale chiuda i battenti. La Municipale deve esserci anche di notte. Per fare questo decono organizzarsi, sero secondo criteri e iter amministrativi loro. Hanno i sindacati che gli fanno resistenza, non entro nel merito. Ma ognuno si deve assumere le proprie responsabilità.
Il maggiore Agostinone, della polizia municipale, quotidianamente alle prese con i problemi del degrado, proponeva l’istituzione di una squadra interforze fissa per l’estate. Può essere una soluzione?
Ma stiamo scherzando? Per contrastare l’attività di accattonaggio ci deve essere un’ordinanza che deve fare il sindaco, secondo il pacchetto sicurezza Minniti. Si cominci a presidiare i territori dove c’è maggiore affluenza di queste persone. La Municipale esca di notte, dove dormono i barboni. E si faccia rispettare queste ordinanze.
Ma è proprio l’arma spuntata di cui parla il sindaco. Sono ordinanze di difficile attuazione.
Non entro nel merito delle valutazioni personali. È un provvedimento che deve essere rispettato e si fa. I Daspo li puoi fare se fai due multe in 48 ore, ma se non becchi la stessa persona in questo lasso di tempo non puoi mandarla via. Si deve cercare di farlo. Noi cerchiamo di fare l’impossibile. Anche con la vigilanza alle palazzine sfrattate, la polizia è intervenuta, ha assistito le persone. Ma c’è un campo specifico della Municipale ed è tutto quello che attiene al decoro urbano, agli atti amministrativi. Per l’ordinanza di sgombero del sindaco la municipale ha lavorato a supporto delle forze di polizia. Tutto il contrario di come dovrebbe essere.
Ma secondo lei Pescara è sicura o no?
Siamo in un ambito assolutamente fisiologico. Rapportato alle altre città della stessa densità di popolazione, soprattutto nel periodo estivo, è una città rivierasca con tutti i problemi che possono derivare dalla movida e dall’indotto che produce. Se guardiamo a quello che succede nelle grosse città, lì sì che c’è da mettersi le mani nei capelli.
Quindi, che fare?
Ognuno deve fare il suo. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità rispetto a quello che fa e che non fa. Cittadini compresi, che devono rispettare le regole. Se non c’è il rispetto delle regole non si va da nessuna parte.
I vigili escono poco, ha detto. La polizia?
Ho potenziato i servizi di controllo sul territorio tirando fuori il personale dagli uffici. E così una o due pattuglie in più riesco a metterle.
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