Il questore: «I locali rispettino la legge»

Misiti annuncia controlli quotidiani dopo la sospensione della licenza a due attività che hanno venduto alcol ai minorenni
PESCARA. «Non è finita qui». Dopo la sospensione della licenza per due locali situati sulla riviera nord, da sette a dieci giorni e solo nelle ore notturne, il questore Francesco Misiti annuncia che i controlli della polizia proseguiranno anche nelle prossime settimane. La disposizione partita dal questore ai suoi uomini è di eseguire controlli nei locali e negli stabilimenti balneari «tutte le sere». I risultati di questa attività sono stati immediati: in soli due giorni, tra giovedì sera e venerdì sera, sono state rilevate delle irregolarità in due attività ed è scattato il provvedimento di sospensione della licenza sulla base del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per le sole ore notturne, dalle 21 alle 8. Nel primo caso gli uomini della squadra mobile hanno individuato uno spacciatore che stava cedendo cocaina a un cliente vicino allo stabilimento dopodiché i poliziotti hanno perquisito il locale e hanno trovato, grazie al cane antidroga, 22 grammi di hascisc tra la zona interna e quella esterna. Nel secondo caso il controllo è scattato mentre la polizia amministrativa era impegnata, con i tecnici dell’Agenzia regionale di tutela ambientale (Arta) nei rilievi fonometrici sul lungomare nord, nella zona centrale. Assistendo in diretta al malore di tre ragazzini, tra i 15 e i 17 anni, che hanno alzato il gomito bevendo troppo e si sono accasciati a terra, la polizia ha subito avviato gli accertamenti nel locale. I tre sono finiti in ospedale, con altri due giovani, di cui uno ferito a un occhio. Poco dopo è emerso che ai ragazzini è stato somministrato alcol e che nel locale c’erano 200 persone, a fronte delle cento consentite. La decisione del questore è maturata nel giro di pochissime ore, con la notifica ai due locali dello stop all’attività notturna per alcuni giorni, proprio a cavallo di Ferragosto. Un segnale chiarissimo agli operatori che si occupano della movida e che accolgono i giovanissimi, nei cui confronti andrebbero adottati accorgimenti particolari, visto che c’è il divieto di somministrare bevande alcoliche ai minori di 16 anni. «I gestori dei locali vanno educati al rispetto delle regole», dice Misiti ricordando che è responsabilità proprio dei gestori «controllare gli avventori. E i minorenni non dovrebbero entrare». A Rimini, ad esempio, la vigilanza si occupa di eseguire una selezione all’esterno. «Ma a Pescara non funziona così». C’è anche un altro limite, ed è culturale. «I sedicenni di oggi sono molto emancipati», sottolinea il questore. Ed è impossibile non registrare «la mancanza di educazione civica dei ragazzi». Vige «la cultura del branco, ma non è bello che sia così. È giusto uscire per divertirsi e non per fare danno. È bene che i ragazzi rispettino le regole del vivere civile» altrimenti rischiano anche loro, dal punto di vista penale.

