Il questore: pronto soccorso polizia pronta a intervenire

10 Giugno 2015

Passamonti interviene dopo l’aggressione a tre infermiere e l’appello di Albani «Basta chiamare il 113, l’ospedale non può essere presidiato 24 ore al giorno»

PESCARA. Che l'agente di polizia butti un occhio alla sicurezza del pronto soccorso, è un servizio in più e non il compito principale.

All'indomani della denuncia del primario del pronto soccorso Alberto Albani dell'ennesima aggressione avvenuta in reparto, il questore Paolo Passamonti spiega come funziona il servizio svolto dai suoi uomini all'interno dello Spirito Santo.

Forze in più non sono previste, almeno per il momento e almeno con il personale attualmente a disposizione. Domenica, nel primo pomeriggio, tre infermiere sono state aggredite da un venticinquenne arrivato in reparto perché ferito a una gamba e andato subito in escandescenze.

Il giovane si sarebbe innervosito a tal punto da prendersela con il personale. «Vorrei fosse chiaro che il posto fisso di polizia non è il servizio di vigilanza del pronto soccorso», precisa Passamonti, «questo è un concetto che sfugge a molti. Il fatto che poi nella quotidianità la polizia sia a disposizione per controllare nell'orario d'ufficio è un altro discorso».

«Il posto fisso», prosegue il questore, «è un primo sportello per tutto quello che riguarda gli adempimenti di polizia giudiziaria in caso di morti non naturali, incidenti e così via». Difficile, quindi, che l'appello del dirigente medico venga ascoltato. Albani ha fatto notare che in pronto soccorso arriva ogni tipo di persona, e che il personale si sente abbandonato soprattutto di notte e nei giorni festivi. Passamonti risponde che la soluzione c'è, ed è quella riservata a tutti gli altri cittadini: «In caso di necessità basta chiamare la volante», dice, «e la polizia arriva nel giro di pochi minuti».

Con il personale che attualmente la questura ha a disposizione sembra che non sia possibile prevedere un ulteriore inserimento di forze nel solo ospedale.

«Le forze che ho devo necessariamente distribuirle sul territorio, purtroppo non posso disporre che un mezzo resti in ospedale per 24 ore».

Quello di domenica scorsa non è l'unico episodio di aggressione degli ultimi mesi.

Il pronto soccorso appare un luogo di frontiera dove arrivano anche drogati, ubriachi, violenti. Il personale non è sempre in grado di difendersi, e chiede sicurezza per ogni turno di servizio.

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