Roseto degli Abruzzi

Il racconto di Thomas Guy: «Io, alle Maldive per il recupero dei sub»

22 Maggio 2026

Originario di Montepagano, è coordinatore e responsabile sicurezza di “Dan Europe”: è stato lui a gestire le operazioni

ROSETO DEGLI ABRUZZI. È di Montepagano il coordinatore e responsabile della sicurezza di “Dan Europe” che ha sede a Roseto. Si chiama Thomas Guy, ha 53 anni e in questi giorni ha coordinato tutte le operazione per il recupero dei corpi dei cinque sub dispersi nelle grotte delle Maldive. Le operazioni si sono concluse due giorni fa. «Ricordo che ho cominciato con le immersioni quando avevo 16 anni e lo facevo con il gruppo sub della locale Croce Rossa che era diretto da Claudio Lamolinara. Ricordo il primo recupero per un aereo che cadde in mare d’Alba Adriatica in una tragica esibizione delle Frecce tricolori».

Come siete stati attivati e come vi siete mossi per portare soccorso in un paese così lontano?

«Dan Europe, come dice anche la sigla, è presente in tutta Europa per la sicurezza dei sub e, in caso di disgrazia, del loro recupero. Siamo intervenuti alle Maldive perché si trattava di sub italiani e poi per il lavoro che svolgiamo quotidianamente in tutta Europa».

Che situazione avete trovato sul posto, come erano organizzati i soccorsi e che supporto avete potuto dare voi del Dan Europe?

«Era una situazione molto complicata, in quanto il “percorso” di quelle grotte non era noto a tutti e deve aver messo in difficoltà i sub e anche chi è andato in loro soccorso. Il nostro lavoro ha riguardato l’impiego di sommozzatori che sono scesi in profondità e poi hanno gradualmente portato avanti le operazioni di recupero. Molto delicate se si considera che, solitamente, si impiega tanto tempo per terminare le operazioni, che si concretizzano solo dopo aver riportato i corpi a duna distanza dal pelo dell’acqua di trenta metri».

Lei di che cosa si è occupato?

«Ho svolto il mio lavoro di coordinatore del settore sicurezza. Ma bisogna dire che il lavoro è stato in questo caso reso più semplice dalla bravura dei tre sub finlandesi, davvero un team esperto e con altri importanti successi ottenuti in passato».

Sa che cosa può aver determinato la tragedia? Si mette sotto accusa anche il gas e si parla di bombole da “assetto ricreativo” e non di una miscela “nitrix”…

«A questa osservazione non posso rispondere in quanto le bombole sono state immediatamente “sequestrate” dalla polizia per cui c’è un’indagine in corso. Da questa si capiranno tante cose così come da altri particolari».

E adesso quale sarà la prossima “missione”?

«Domani prendo l’aereo e torno a casa da mia figlia a Montepagano. Lei punta a diventare avvocato e io naturalmente la lascio fare. Dopodiché parto per l’Olanda dove c’è anche una scuola per istruttori di sub che mi aspetta per continuare come sempre il lavoro sulla sicurezza, perché ci sono tanti piccoli altri incidenti che accadono nel mondo e che non hanno la stessa eco. Dobbiamo lavorare anche per evitare quelli».

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