Il rimpianto di ’Nduccio: «Non sono riuscito a conoscerli»

2 Ottobre 2024

PESCARA. «I miei nonni? Mi spiace, ma tocchiamo un argomento molto sensibile per me, perché in realtà non ho avuto la fortuna di conoscerli». Germano D’Aurelio, in arte ‘Nduccio, rimane un po’...

PESCARA. «I miei nonni? Mi spiace, ma tocchiamo un argomento molto sensibile per me, perché in realtà non ho avuto la fortuna di conoscerli». Germano D’Aurelio, in arte ‘Nduccio, rimane un po’ sorpreso quando gli si chiede che ricordi custodisce dei propri nonni. «Voglio precisare, però, che li ho sempre immaginati nella mia testa, perché non ho mai accettato il fatto di averli persi troppo presto. Si chiamavano Domenico e Giovanni e questi sono nomi veri ovviamente. So che erano entrambi attaccati alla propria terra e al proprio lavoro. Uno faceva l’olio, l’altro il vino, tra le altre cose. Nella mia fantasia erano allegri, simpatici e generosi, i nonni più in gamba che un nipote potesse desiderare. Io sono nonno e le mie nipotine, rigorosamente donne come quasi tutti i componenti della mia famiglia, sono molto orgogliose di me. Guardano i video con le mie performance e gli interventi su YouTube, ridono alle mie battute. Sono incuriosite dal mio personaggio. L'immagine che io ho dei miei nonni, però, è perfetta», aggiunge.
«Beh, per quanto riguarda Giovanni, posso ammettere che da lui qualcosa ho ripreso di sicuro, visto che anch'io di recente mi sono buttato nel mondo del vino. Quel vino agricolo, da sorseggiare “sott’a la capanna”, non può che derivare dall’amore per la tradizione, per la campagna e per il proprio territorio tramandato proprio da un nonno mai conosciuto di persona, se non attraverso i racconti dei miei genitori». E sul ruolo che rivestono attualmente i nonni ‘Nduccio precisa: «Sono fondamentali, sono il salvagente della nostra società, gli unici in grado di preservare i valori autentici e quella solidarietà vera di un tempo, basata sull’aiuto sincero. Rappresentano il vero welfare». (s.d.v.)