Il riscatto del commissario Tanzi

Esce per Feltrinelli “Città di polvere”, il nuovo giallo (ma non solo) dell’ortonese De Marco
Ha deciso probabilmente di diventare uno dei migliori giallisti italiani l'ortonese Romano De Marco, se dopo aver collezionato una serie di pubblicazioni di altissimo livello letterario e “di genere”, dà conferma del valore della sua scrittura e della sua diabolica capacità di costruire misteri perfetti, con “Città di polvere” (Feltrinelli, €15), un thriller di stampo «sociale» – come lo ha definito Sergio Altieri – che prosegue nella collana “Nero a Milano” le avventure del commissario Marco Tanzi, già conosciuto nel precedente romanzo dello scrittore “Io la troverò” (Feltrinelli, 2013).
Ed è proprio nel capoluogo lombardo che De Marco prosegue la storia di Tanzi, un tempo il miglior poliziotto della città, poi segnato in modo indelebile da un'accusa di corruzione, dalla galera e da un esilio volontario dal mondo cosiddetto “civile” che gli ha forgiato l'animo per sempre. Riabilitatosi, a Marco viene chiesto di tornare in missione in una indagine non autorizzata: infiltrarsi nel peggior carcere d'Italia per ottenere informazioni da un contabile della malavita, infliggendo così un duro colpo alla 'ndragheta che controlla il traffico di cocaina a Milano. Tanzi accetta subito, ritornando anche a fronteggiare i propri demoni interiori, questa volta spalleggiato in un tesissimo gioco delle parti dall'ex collega Luca Betti e dal nuovo capo della squadra antirapine Laura Damiani.
Una Milano che De Marco dipinge come infernale, tiranneggiata da una organizzazione criminale che immette nel mercato una nuova e devastante droga, la green inferno, tra rapine, sparatorie e spietati giochi di potere.
«Mi chiamo Marco Tanzi», scrive De Marco nel prologo. «Sono un ex poliziotto, ex padre di famiglia, ex detenuto. Ho passato quasi 8 anni in posti come questo. Quando ne sono uscito, ho scelto di vivere ai margini del mondo, di dormire per strada, di confondermi con gli angoli bui di Milano. Fino a quando qualcuno ha rapito mia figlia. Per ritrovarla sono riuscito a risalire la china, a liberarmi dai miei demoni, a reintegrarmi nel cosiddetto mondo civile. E ora, eccomi qui, di nuovo. Stavolta, però, ho una missione. Disperata, come al solito, e dalla quale dipendono parecchie vite. Sempre ammesso che riesca prima a salvare la mia».
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