Il ruolo decisivo degli edicolanti: il giornale può arrivare a casa

23 Marzo 2020

L’iniziativa gratuita, che si va estendendo in città, promossa anche da Paolo e Pasqualino Baiocchi  I quotidiani vengono consegnati dalle 7 alle 14. I titolari del chiosco: «È un servizio necessario»

PESCARA. Tutti chiusi in casa col rifornimento dei giornali che arrivano a domicilio e in mattinata. E' il servizio, gratuito, offerto dai fratelli Pasqualino e Paolo Baiocchi, dell'edicola di via Aldo Moro, zona Naiadi, al confine tra Pescara e Montesilvano.
Ogni mattina gli storici edicolanti, a turno, inforcano la bici attrezzata con un bauletto giallo di plastica che riempiono di giornali e settimane enigmistiche e fanno la consegna a chi, anziano solo o disabile, ha bisogno del servizio che stanno attrezzando altri edicolanti della città. In questo particolare periodo storico, col coprifuoco causato dal coronavirus, il servizio viene esteso a tutti coloro che desiderano farsi portare il giornale sulla porta di casa (col rispetto delle distanze di sicurezza) contattando il numero 085 75426.
«Abbiamo potenziato il servizio di consegne a domicilio», spiegano Pasqualino e Paolo, 64 e 59 anni, pescaresi, operativi da 36 anni nell'edicola fronte mare fondata nel 1972 da mamma Maria Pietrolungo e papà Luigi Baiocchi, edicolanti da diverse generazioni, «con l'emergenza in corso. Riceviamo più di 20 chiamate al giorno di clienti fissi e storici e altre prenotazioni stanno arrivando da parte di persone che non possono o che hanno paura a uscire di casa. Operiamo sul territorio tra Pescara e Montesilvano, ma, ci teniamo a sottolinearlo, senza sconfinare per non danneggiare i colleghi delle altre zone della città». Cortesie d'altri tempi.
Le distribuzioni dei giornali cominciano alle 7 del mattino e vanno avanti per tutta la mattinata, fino alle 14 quando l'edicola chiude. Gli orari corti solo in questo periodo. A mezzogiorno di ieri si affaccia Natalina Piscella, 69 anni di Montesilvano. Si fa consegnare il pacco dei giornali, tra cui il Centro, messi da parte dall’edicolante, in un rapporto di fiducia ormai collaudato nel tempo: «Non uscivo da giovedì», rivela la signora, «ma avevo finito le scorte dei quotidiani da leggere ed eccomi qui». Ad attraversare un lungomare deserto e non solo perché è l’ora del pranzo domenicale.
«La gente ci dimostra affetto», rivelano i Baiocchi, «riconosce che siamo in prima linea in tempi spaventosi che stanno facendo riscoprire il lato bello, umano e sensibile delle persone». E raccontano aneddoti di quotidiana generosità che fanno bene all’animo: «Rimpiangiamo i tempi, solo poche settimane fa, quando la nostra edicola era un ritrovo di gente che si intratteneva a chiacchierare con noi. Ora c’è il vuoto riempito da gesti che scaldano il cuore come quello compiuto da Giampiero, titolare del bar Jampy di Montesilvano che ci ha donato una macchinetta del caffè per ristorarci e ogni tanto passa a trovarci e assicurarsi che non ci manchino le cialde. Da Penne, invece, ogni mattina scendeva in macchina il signor Angelo a prendere il giornale». Un momento della giornata immancabile per l’anziano signore, per ora rimandato. I Baiocchi esprimono «rammarico e sconcerto» quando raccontano «che ad alcuni clienti, fermati dalle forze dell’ordine ai posti di blocco, è stato intimato di tornare a casa perché l’acquisto dei giornali non è necessario. Ma questo non è vero. Perché è stata la stessa Fieg, Federazione italiana editori giornali, a dichiarare i giornali bene necessario» al tempo in cui, più che mai, bisogna restare informati sugli sviluppi devastanti del Covid. Nei giorni scorsi, Fieg ha dichiarato che «l’informazione di qualità fornita a domicilio costituisce un servizio essenziale, in una fase delicata di emergenza».