Il senatore D’Alfonso illustra la “sua” riforma tributaria

L’AQUILA. Bollino blu per i contribuenti virtuosi. Snellimento dei contenziosi. Giudici autonomi e indipendenti. Questi alcuni dei punti salienti della nuova giustizia tributaria. I contenuti della...
L’AQUILA. Bollino blu per i contribuenti virtuosi. Snellimento dei contenziosi. Giudici autonomi e indipendenti. Questi alcuni dei punti salienti della nuova giustizia tributaria. I contenuti della riforma – approvata dal Senato e martedì alla Camera per il sì finale – sono stati illustrati dal senatore Luciano D’Alfonso, che presiede la commissione Finanze e Tesoro del Senato. «Una rivoluzione attesa dal secolo scorso», afferma.
Ecco le principali novità. La norma stabilisce, per tutte le agenzie fiscali, che se il funzionario non valorizza le situazioni di fatto e di diritto descritte dal contribuente e, poi, accade che davanti il giudice di primo grado il contribuente ha ragione, a pagare è il funzionario. Nasce anche in Italia un giudice tributario non più in prestito, ma a tempo pieno, selezionato tramite concorso aperto anche ai laureati in economia. Saranno 567 i selezionati da dicembre nell’arco dei successivi due anni. E in un periodo transitorio affiancheranno i giudici onorari part-time. Nasce la figura del giudice autonomo e indipendente, che potrà disporre di attività ispettiva e formativa. Nel rito processuale tributario compare la prova testimoniale. Viene introdotto il tirocinio professionale di sei mesi per i nuovi giudici. Ci sarà la possibilità di transito di un certo numero di magistrati ordinari nella magistratura tributaria. Bollino blu ai contribuenti virtuosi che saranno titolari di un diritto in più e non pagheranno la garanzia fideiussoria richiesta all’insorgere del contenzioso. “Saldo e stralcio” per liberare la Cassazione accerchiata da 50mila vecchi casi: entro la soglia di 100mila euro di lite, il contribuente che ha vinto in primo grado, ma ha perso al secondo e ha fatto ricorso in Cassazione, potrà fare istanza in un lasso di tempo per pagare il 20% della sanzione e chiudere la lite col Fisco. Se il contribuente ha vinto in tutti e due i gradi e si trova al contenzioso in Cassazione potrà chiudere pagando solo il 5%. Diventano appellabili le sentenze del giudice monocratico per contenziosi fino a 3mila euro. Cala la soglia di reddito (da 20 a 15 milioni), per consentire all’imprenditore estero che investe in Italia d’interpellare il Fisco per sapere prima e con certezza diritti e doveri tributari. (e.n.)

