Il sindacalista: la partenza si può rimandare

A trasferirsi al nord il professore neo assunto torna un po’ studente. Mille e duecento euro al mese e la vita che cambia, spesso centinaia di chilometri lontano da casa. Gli abruzzesi nelle stesse...
A trasferirsi al nord il professore neo assunto torna un po’ studente. Mille e duecento euro al mese e la vita che cambia, spesso centinaia di chilometri lontano da casa. Gli abruzzesi nelle stesse condizioni sono più di 1.900, secondo i dati forniti da Davide Desiati, segretario regionale di Cisl Scuola. Ed è proprio il sindacalista a spiegare la procedura prevista dalla legge. «Premesso che il sistema può e deve essere migliorato, e che abbiamo pagato gli effetti di una procedura messa a punto all’ultimo», dice Desiati, «la legge consente di ritardare di un anno l’immissione a tempo indeterminato ottenuta concorrendo alla graduatoria nazionale». Questo giustifica, ad esempio, situazioni come quella del professor Tracanna. «Se ottengo una cattedra ad Alessandria, ad esempio», spiega il sindacato, «ma nel frattempo riesco a ottenere una nomina per una supplenza di un anno in una scuola più vicina la legge mi permette di ritardare di un anno la firma del ruolo a tempo indeterminato». In questo modo chi ha potuto ottenere un anno in Abruzzo o in qualsiasi altro luogo più vicino lo ha fatto sfruttando questo meccanismo e rimandando la partenza. Nell’anno, poi, c’è la mobilità da tenere in considerazione, «quindi si vedrà fino alla fine se è necessario partire oppure se nel frattempo si è riusciti ad ottenere una cattedra più vicina», dice ancora il sindacalista della Cisl. La mail di convocazione è arrivata a tutti tra il primo e il 2 settembre, da quella data i docenti hanno 10 giorni per decidere se firmare o no l’incarico. L’11 settembre, venerdì, scadrà tale termine, e in caso di rinuncia si verrà cancellati dalla graduatoria. (pa.to.)

