Il sindacato medici: ritardi nei molecolari così positivi in giro

PESCARA. Il virus che rialza la testa ha messo in affanno anche i medici di famiglia, stretti nella morsa delle vaccinazioni anti Covid e antinfluenzali e nella richiesta, sempre più crescente, di...
PESCARA. Il virus che rialza la testa ha messo in affanno anche i medici di famiglia, stretti nella morsa delle vaccinazioni anti Covid e antinfluenzali e nella richiesta, sempre più crescente, di tamponi molecolari (in carico solo alla Asl) da parte dei pazienti che hanno avuto la conferma di positività con i test antigenici in farmacia. Le criticità nel coordinamento di tutte queste attività, da svolgere di concerto con la Asl, sono state evidenziate da Silvio Basile, responsabile del sindacato Smi (Sindacato medici di base) che denuncia una «situazione fuori controllo, soprattutto nell’ultima settimana in cui i contagi sono di nuovo aumentati». Spiega, Basile: «I pazienti che hanno avuto esito positivo, magari con un test rapido in farmacia, come da prassi ci contattano per fare il test molecolare che noi dobbiamo richiedere alla Asl. La quale però non ha sufficiente organico per processare migliaia di tamponi al giorno. La conseguenza è un ritardo di 5-7 giorni nella risposta da parte dell’azienda sanitaria durante i quali i pazienti non sempre rimangono in isolamento in casa, come dovrebbero coscienziosamente e come noi prescriviamo, ma talvolta se ne vanno in giro ad infettare. Chiediamo quindi alla Asl la possibilità di avere un accesso immediato e diretto alle agende dei tamponi molecolari per poterli programmare in tempo reale, proprio per evitare queste situazioni incresciose». La Asl risponde che i medici di famiglia possono fare (o aumentare) direttamente i test antigenici per velocizzare la procedura.
L’altra richiesta dello Smi, così come della Federazione dei medici uniti diretta da Massimo Calisi, è quella di far rientrare i medici negli hub per «procedere spediti con le vaccinazioni, che continuiamo a eseguire negli studi con molta difficoltà di coordinamento nell’incrocio dei dati informatici. Vogliamo dare il nostro migliore contributo in questo periodo critico in cui le positività sono riesplose».
(c.co.)

