Il sindaco: 4 casi accertati stop alla caccia all’untore

Città Sant’Angelo, Perazzetti smentisce le voci di un focolaio del virus in città: «Se i contagi aumentano, sono pronto a chiedere misure ancora più restrittive»
CITTÀ SANT’ANGELO. «Ad oggi Città Sant’Angelo non è un focolaio. In attesa dell’esito di ulteriori tamponi, abbiamo quattro casi accertati, di cui tre provenienti dalla stessa famiglia. Se dalle autorità dovessero arrivare segnali di crescita dei contagi, sono pronto a chiedere alla Regione misure ancor più restrittive come hanno fatto Lombardia e Piemonte». A parlare è il sindaco della cittadina angolana Matteo Perazzetti, che fa il punto sull’emergenza coronavirus in città e sulle voci che l’hanno definita come il focolaio d'Abruzzo: «Siamo partiti dal paziente zero, per quanto ci riguarda, che è stato ricoverato all'ospedale di Penne. Lì è venuto a contatto con sanitari e altri degenti quando ancora non era chiaro che avesse il virus. Poi si è ammalata la moglie e quindi un altro famigliare. Il quarto cittadino contagiato è invece estraneo ai primi tre».
Sindaco, qual è la situazione attuale?
«Ieri mattina il Coc è stato preso d’assalto da persone spaventate dopo aver sentito che in città c’era un focolaio. Ma non è così. L’Oms per la prima volta ha parlato di pandemia, un problema che non riguarda solo Città Sant’Angelo, l’Abruzzo o l’Italia. È un discorso globale. Smettiamola nell’inutile caccia all'untore. Non devo nascondere nulla, se bisognerà farlo chiederemo misure straordinarie come fatto da alcuni regioni del nord, ma io devo attenermi esclusivamente a quello che mi dicono le autorità sanitarie e governative».
Come sta vivendo questo momento la città?
«Responsabilmente, ed è solo così che possiamo vincere la battaglia, con la prevenzione. Ho inviato una lettera a tutte le aziende del territorio per ringraziarle e per ricordare tutte le accortezze necessarie per andare avanti. Allo stesso tempo rivolgo un altro pensiero alla popolazione, costretta a casa, e ai commercianti che scrupolosamente rispettano il decreto».
C’è chi le chiede di chiudere i centri commerciali.
«Non spetta a me farlo. E poi all’interno ci sono negozi alimentari e parafarmacie che vendono beni di prima necessità. Per adesso si va avanti con gli orari ridotti e il fine settimana di stop, come deciso dal governo».
È girata anche la voce di una disinfezione in corso sulle strade cittadine.
«Ho letto anch’io, ma assicuro che si tratta di una fake news. Per un’operazione del genere servirebbe una quantità di prodotti chimici impossibile da recuperare. E poi non è detto che risolverebbe il problema. Ripeto, atteniamoci alle notizie ufficiali, non corriamo dietro le bufale, seguiamo i comportamenti. L’isolamento, adesso, è l’unica arma contro un nemico invisibile».
Qual è l'esito dei controlli sul territorio?
«Le autorità hanno esaminato diverse macchine e attività commerciali senza riscontrare alcuna irregolarità. Segno che la città ha capito la strada da seguire».
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