Il sindaco: Aca condannata a pagare 300mila euro a Cugnoli

PESCARA. E’ il sindaco di Cugnoli Lanfranco Chiola, finito nell’inchiesta sul falso in bilancio dell’Aca per un presunto voto di scambio tra la ditta di famiglia e l’azienda che gestisce l’acqua,...
PESCARA. E’ il sindaco di Cugnoli Lanfranco Chiola, finito nell’inchiesta sul falso in bilancio dell’Aca per un presunto voto di scambio tra la ditta di famiglia e l’azienda che gestisce l’acqua, a ricordare che l’Aca proprio recentemente è stata condannata dal tribunale di Pescara a pagare quasi 300mila euro al suo Comune a fronte dell’affidamento della gestione delle reti idriche e fognarie all'interno del territorio comunale.
Il giudizio, illustra il sindaco, «è stato promosso dal Comune di Cugnoli (anche se nelle medesime condizioni di credito si trovano numerosi altri comuni del Pescarese)» attraverso il ricorso depositato il 12 ottobre 2012 al tribunale di civile di Pescara.
Il sindaco illustra che, durante il procedimento, è stata «rigettata l’eccezione di incompetenza del giudice ordinario sollevata dall’azienda convenuta così come quella relativa al difetto di legittimazione passiva secondo la quale il Comune avrebbe dovuto rivolgere la domanda nei confronti dell’Ato, quale consorzio costituito da 64 Comuni del pescarese, tra i quali Cugnoli - che sarebbe subentrato a titolo di accollo nei mutui contratti dai comuni consorziati per la gestione del ciclo dell'acqua».
Lo scorso 12 maggio, il tribunale ha accolto in pieno la domanda del Comune di Cugnoli condannando l’Aca e l’Ato «in solido tra loro anche alle spese di giudizio». Nel faldone della contabilità dell’Aca al vaglio della magistratura viene illustrata anche la situazione dell’azienda, sia il forte debito di circa 100 milioni e sia i crediti vantati anche da alcuni Comuni. L’inchiesta con sette indagati riguarda la precedente gestione dell’Aca e si è soffermata in particolare sugli anni dal 2009 al 2012.
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