Il sindaco accusa: non c’era allarme

11 Luglio 2019

Masci sull’allerta meteo sottovalutata: era previsto codice giallo 

PESCARA. Ha passato il pomeriggio in strada, per valutare le situazioni di rischio. E ritiene che non ci siano stati ritardi, nella attivazione della macchina dei soccorsi, dopo la grandinata e il nubifragio. Il sindaco Carlo Masci risponde alle polemiche sui ritardi del Comune e chiarisce come sono andate le cose, anche per l’allerta meteo. «Per Pescara era previsto un codice giallo, che in una scala da 1 a 4 è pari a 2, quindi non c’era un preallarme e comunque non era previsto quello che poi è accaduto, visto che la quantità di pioggia caduta è quasi il triplo rispetto a quella ipotizzata. E abbiamo aperto il Centro operativo comunale a Palazzo di città quando si è presentata l’emergenza (i numeri di telefono per segnalare le criticità sono: 0854283400 oppure i numeri finali 250 o 544). Certo, tutto si può migliorare ma va detto che c’è stata una bomba d’acqua non indifferente e si sono allagate delle strade che mai, in passato, si erano allagate, a partire da tutta la zona del centro».
Il Comune ha chiuso i parchi e i cimiteri e così sarà fino a nuove disposizioni. Nel momento in cui è scattato l’allarme, poi, sono stati chiusi tutti i sottopassi e una lunga serie di strade impraticabili, alcune delle quali sono state riaperte con il passare delle ore.
Per fronteggiare la situazione eccezionale, l'amministrazione ha fatto ricorso a ditte esterne per la messa in sicurezza e la chiusura di alcuni tratti diventati percorribili. E nella zona dei Colli, martoriata dalla pioggia che scendeva a fiumi spostando cassonetti e auto, sono stati transennati alcuni tratti. Proprio ai Colli la strada si è letteralmente aperta: in via Di Sotto, all’altezza della Gmg, è suonato il primo campanello di allarme, con l’asfalto che si è sollevato. In quel punto è intervenuto attorno alle 14 il sindaco, per un sopralluogo. Un’altra voragine si è aperta in via delle Fornaci e i vigili sono stati impegnati nel recupero di un veicolo rimasto pericolosamente in bilico.
Per facilitare il deflusso delle acque sono stati aperti i tombini ma non è stato sufficiente in alcune strade che sono diventate delle piscine e quindi auto e pedoni non potevano assolutamente passare. Tra le situazioni più complesse affrontate dal Comune quelle di via del Circuito, via Raiale, via Falcone e Borsellino e via Enzo Ferrari.