Il sindaco anticipa tutti e libera le strade dai tronchi caduti

Galli, primo cittadino di Popoli, manda le ruspe sul Morrone Gli ambientalisti al procuratore Bellelli: indaghi sui ritardi
POPOLI. Da gennaio gli hanno detto sempre di no alla pulizia del sentiero che dalle gole di Popoli sale fino all’azienda della forestale di Monte Corvo e poi verso il centro del lupo, uno dei luoghi più interessanti a livello scientifico e per la biodiversità. Quasi dieci chilometri di percorso ostruito da giganteschi pini caduti a seguito delle abbondanti nevicate dell’inverno scorso. Ma soprattutto una situazione che in caso di emergenza avrebbe impedito a qualsiasi mezzo di raggiungere la montagna. Ieri il sindaco Concezio Galli, alla luce dell’emergenza che si è creata con gli incendi sul Morrone, ha deciso di rompere gli indugi e di firmare un’ordinanza speciale per la pulizia dell’intero sentiero fino all’azienda della forestale. Anzi il primo cittadino è andato oltre realizzando una strada frangifuoco sopra il colle della zona pepe due, uno dei nuclei con maggiore densità abitativa della cittadina. Una decisione molto apprezzata da tutti i popolesi. Una ruspa scortata da alcuni operai si è messa al lavoro con lo stesso sindaco a presidiare le operazioni. Intanto il fronte del fuoco sul Morrone continua ad avanzare avvicinandosi minacciosamente verso l’abitato di Roccacasale. Ieri pochi mezzi sono stati dispiegati per fronteggiare le fiamme, segno che ci si sta rassegnando all’arrivo della pioggia attesa per domani pomeriggio. I tanti lanci effettuati con Canadair, ed elicotteri, nei 13 giorni di emergenza, non hanno infatti prodotto gli effetti sperati rallentando solo l’avanzata del fuoco. E proprio sull'inefficienza dei soccorsi che si sono soffermate le attenzioni degli ambientalisti che ieri pomeriggio dalla piazza di Sulmona hanno lanciato pesanti accuse nei confronti di Regione e Parco Maiella per il disastro ambientale dell’incendio del Morrone. Hanno annunciato che chiederanno al procuratore Giuseppe Bellelli di accertare ogni responsabilità della macchina organizzativa sulle operazioni avviate per fermare le fiamme. «All’inizio dell’incendio è mancato un coordinamento di uomini e mezzi, peraltro insufficienti ad affrontare l’emergenza», hanno sottolineato i rappresentanti di AltreMenti, «il presidente della Regione D’Alfonso e l’assessore Gerosolimo hanno portato la loro presenza taumaturgica dopo che la Regione non ha lavorato in modo adeguato per prevenire e contrastare questo disastro». Secondo il collettivo l’emergenza incendi, che ha investito altre località abruzzesi, non solo il Morrone, ha rivelato un’amara verità: la Regione verde d’Europa è sprovvista di uomini e mezzi sufficienti per prevenire e combattere incendi. Duro è stato anche l’intervento del responsabile regionale del forum dei movimenti per l’acqua, Augusto De Sanctis. «Il disastro cui abbiamo assistito è l’altra faccia del crimine commesso sul Morrone – ha detto De Sanctis – chiederemo presto al procuratore Bellelli che siano accertate le esatte responsabilità della disorganizzazione della macchina delle operazioni». Ricordando il triste caso dell’incendio a Campo Imperatore, De Sanctis ha aggiunto che «una Regione che si fa battere da un barbecue difficilmente può affrontare incendiari criminali, perché quelli del Morrone non sono semplici piromani». Quindi l’esponente ambientalista, elencando una serie di incoerenze e contraddizioni nella politica della Regione e del Parco Maiella, come il telecontrollo non funzionante nell’area del parco, ha dato appuntamento ai cittadini per un prossimo incontro. Ed ha concluso: «Dobbiamo muoverci come cittadini, non restare fermi, per tutelare l’ambiente e sollecitare tutte le istituzioni a fare il loro dovere».

