Il sindaco: basta polemiche su largo Vergani

La piazza di Francavilla chiusa alle auto. Luciani: i cittadini mi hanno votato perché prendessi decisioni
FRANCAVILLA AL MARE. «Leggo polemiche sterili circa il mio essere divisivo, di pormi su alcune questioni come un uomo solo al comando. Sorrido. Chi collabora con me sa quanto quest’accusa sia falsa».
È questo uno dei passaggi principali della risposta che il sindaco Antonio Luciani ha voluto dare, attraverso la sua pagina Facebook, alle critiche che in questi giorni gli sono piovute addosso dall’opposizione. Opposizione che, partendo dall’ormai nota questione legata alla chiusura alle auto di largo Vergani l’ha attaccato sulla gestione della città e sulla tutela dell’ambiente: «Ogni tanto mi guardo indietro e ripenso alla situazione trovata nel 2011, anno del mio insediamento. Ho passato notti insonne per trovare il modo di pagare 10 milioni di debiti fuori bilancio, ereditati da gestioni discutibili. Dal crollo del soffitto negli spogliatoi dell’antistadio a un’indecorosa caserma dei carabinieri, dal ponte sulla Nazionale senza marciapiedi al degrado di piazza IV Novembre, passando per tutti i parchi con giochi arrugginiti, la zona nord della riviera dove non era possibile passeggiare e un Palazzo Sirena inagibile e inattivo, senza dimenticare piazza Sant’Alfonso ridotta a quartiere dormitorio. C’era una comunità che aveva smarrito la sua identità e la sua voglia di vivere, la fame di cultura e di eventi. Oggi le cose sono cambiate, ma il percorso non è finito. Costruire è difficilissimo, per distruggere basta un attimo, ma la cosa fondamentale è sapere di essere sulla giusta strada». Poi Luciani prosegue: «Credo che ognuno di noi, prima di dare consigli, debba fare un’attenta analisi sul proprio percorso e sulla propria persona. I cittadini mi hanno votato perché assumessi decisioni senza fuggire dalle responsabilità ed è quello che faccio ogni giorno. Tra un paio d’anni il mio percorso sarà terminato. Spero che dopo di me ci saranno persone illuminate in grado di guardare al futuro attraverso il presente, senza tuffi nel passato». (a.d.s.)
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