Il sindaco difende il piano spiaggia Balneatori pronti a manifestare
Alessandrini e Del Vecchio rispondono alla minaccia degli ambientalisti di scendere in piazza «Le possibilità di crescita dei volumi e delle tettoie sui lidi si abbasserà fino allo 0,51 per cento»
PESCARA. Balneatori e ambientalisti minacciano di scendere in piazza il 15 febbraio, ma secondo il Comune la tanto temuta colata di cemento a ridosso dell’arenile cittadino, con l’aumento di cubatura fino al 30 per cento, rappresenta solo uno «spauracchio», una «favoletta raccontata dai contestatori».
O meglio un «valore limite relativo». Poiché esaminando nel dettaglio i numeri delle superfici libere e di quelle date in concessione alle 98 imprese balneari attive sul territorio pescarese, le prescrizioni e i limiti contenuti nel piano demaniale marittimo e le possibilità effettive di crescita dei volumi e delle tettoie degli stabilimenti, viene fuori che la percentuale di ampliamento dei lidi sulla spiaggia si abbassa fino allo 0,51 per cento dell’arenile comunale dato in concessione.
Il ragionamento, sostenuto numeri alla mano dal sindaco Marco Alessandrini e dal suo vice Enzo Del Vecchio, che detiene la delega al demanio, è stato snocciolato ieri durante la presentazione della bozza del piano spiaggia comunale.
Il documento recepisce le norme contenute nel piano demaniale marittimo regionale e andrà a disciplinare i criteri di suddivisione degli spazi destinati alle concessioni balneari.
Nei prossimi mesi sarà discusso, ampliato ed eventualmente modificato dal consiglio comunale. Ma prima di questo momento occorrerà approfondire alcuni punti controversi, specie con ambientalisti e albergatori che hanno già contestato alcune parti del programma. «Non è un piano che cementifica l’arenile come si sta invece dicendo in questi giorni», puntualizza il sindaco Marco Alessandrini, «intendiamo rendere migliore la nostra spiaggia, lavorando affinché la riviera diventi un gioiello capace di favorire questa forma di attrazione. In ballo c’è lo sviluppo sostenibile di una parte della nostra città, l’incremento delle potenzialità turistiche che deve fare i conti anche con la qualità».
Sono diversi i punti del piano spiaggia comunale contestati. In primis quell’aumento paventato di volumetrie fino al 30 per cento, dagli attuali 250 metri quadrati ai 325 per ciascuna concessione. Complessivamente, l’arenile pescarese misura 599.623,82 metri quadrati, di cui 58.940 occupati da spiaggia libera (9,83 per cento) e 540.683,82 mq assegnati ai balneatori (90,17 per cento). La superficie in concessione è destinata alla balneazione per 479.434,43 mq (88,67 per cento), è occupata da volumi e tettoie per 30.639,82 mq (5,67 per cento) ed è pavimentata per i restanti 30.609,57 mq (5,66 per cento). Delle 98 concessioni presenti, 55 già superano il limite di 250 metri quadri di area costruita previsto nel vecchio piano del 2007, mentre 43 stanno al di sotto.
Come ha spiegato Del Vecchio, per le prime la differenza in termini di nuova superficie per volumi e tettoie è di 610,43 metri quadrati, in pratica lo 0,11 per cento dell’intero arenile, e interessa in tutto 15 concessioni balneari, salvi gli altri limiti del piano.
Tra le strutture più piccole, invece, la differenza fra vecchio e nuovo piano è di 2.457,96 metri quadri. Questo vuol dire che le nuove costruzioni che si potranno realizzare con il futuro piano ammonteranno a 3.068,39 metri quadrati, pari allo 0,51 per cento dell’arenile e al 10 per cento in più dell’area destinata a volumi e tettoie.
«Ma prima di realizzare tale aumento di cubatura», avverte l’assessore Del Vecchio, «è necessario che gli imprenditori si mettano in regola con tutti gli altri parametri del piano, pena l’immediata attivazione della procedura di decadenza della concessione. Dovranno quindi attenersi al limite del 25 per cento di barriera visiva, con l’eliminazione o lo spostamento sul retro delle costruzioni alte più di 1,50 metri, e rispettare i 30 metri di profondità lineare della fascia dei servizi. Chi è oltre tali limiti, dovrà adeguare le strutture entro il termine richiesto dal piano».
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