Il sindaco dopo l’ira della Lega: nessuna bufera, pronti a lavorare

De Martinis taglia corto dopo la protesta dei vertici del Carroccio per l’esclusione dall’esecutivo E domani firma l’assegnazione delle deleghe ai suoi sette assessori. Per sè manterrà l’Urbanistica
MONTESILVANO. «Non c’è nessuna bufera in atto. Siamo già pronti per lavorare». Così il sindaco Ottavio De Martinis taglia corto sulle polemiche che in questi giorni stanno interessando la politica montesilvanese dove la Lega non ha accettato di essere stata tagliata fuori dalla giunta e dalla presidenza del consiglio comunale.
Dopo le dichiarazioni dei coordinatori provinciale e cittadino, Emanuele Evangelista e Anthony Aliano, e dell’unico consigliere eletto, Ernesto De Vincentiis, nella giornata di ieri anche il vice coordinatore regionale del Carroccio, Sabrina Bocchino, ha stigmatizzato il comportamento del primo cittadino e degli altri due partiti di maggioranza, Fratelli d’Italia e Forza Italia, per aver accettato, senza opporsi, questa estromissione. Ma la polemica, che rischia di avere ripercussioni nel centrodestra non tanto a Montesilvano, quando a livello regionale, sembra non interessare minimamente il sindaco che appare sereno e fermo nelle sue decisioni, anche alla luce della maggioranza bulgara che lo ha visto trionfare con il 70 per cento contro il suo sfidante di centrosinistra, e tornare a sedere sullo scranno principale di piazza Diaz. Un risultato che attualmente blinda la stabilità della sua maggioranza dal momento che, anche qualora il centrodestra registrasse l’ammutinamento dell’unico esponente della Lega, il consigliere De Vincentiis appunto, che ha annunciato che «non passerà all’opposizione ma valuterà ogni atto», De Martinis continuerebbe a contare su 16 consiglieri contro gli attuali 6 della minoranza.
Non sembra aver causato grandi scossoni neanche la scelta di assegnare il vicesindaco a Forza Italia e non al più votato di Montesilvano, l’attuale assessore Francesco Di Pasquale (Fratelli d’Italia). Nonostante la delusione iniziale, infatti, l’esponente del partito della Meloni, che stando alle indiscrezioni dovrebbe ottenere le deleghe a verde pubblico, manutenzioni e illuminazione, ha accettato l’incarico e ha assicurato il proprio impegno nel lavorare per il bene della città. Per questo motivo, attualmente non c'è nulla che possa mettere a rischio la stabilità del nuovo governo cittadino. Intanto, il primo cittadino ha annunciato che proprio domani firmerà gli atti per l’assegnazione delle deleghe ai suoi sette assessori.
Oltre a Di Pasquale, la distribuzione dovrebbe prevedere i seguenti incarichi: Lino Ruggero, lavori pubblici; Valentina Di Felice, bilancio e tributi; Paolo Cilli (vicesindaco), pubblica istruzione; Alessandro Pompei, sport, politiche giovanili, cimitero e igiene urbana; Alice Amicone, suap, commercio e anagrafe; Corinna Sandias, sociale, turismo ed eventi. Anche in questo secondo mandato, il sindaco pare aver deciso di tenere con sé la delega all’urbanistica.

