Il sindaco e il boom di multe: «Così non aumentiamo le tasse»

26 Settembre 2022

Masci commenta le sanzioni del 2021, pari a 16 milioni e mezzo di euro, e spiega i motivi della scelta «Le spese sono aumentate per tutti, allora è meglio incidere su chi ha comportamenti scorretti»

PESCARA. «Le sanzioni colpiscono chi non si comporta bene, da chi non rispetta il Codice della strada a chi conferisce male i rifiuti, magari venendo appositamente a Pescara, per disfarsene, partendo da altri comuni». È il sindaco Carlo Masci a riflettere sull’importo record delle multe del 2021, pari a 16 milioni e mezzo di euro, il doppio del 2020, inserito nel bilancio consolidato che il consiglio comunale esaminerà mercoledì.
Sindaco, le sanzioni sono diventate sempre più un modo per fare cassa?
«Non c’è, da parte del Comune, la volontà di sanzionare. E chi si comporta bene non viene multato. Ma è importante far capire un concetto. Per un Comune le entrate sono rappresentate dalle tasse, che riguardano tutti, dagli introiti per i servizi, a carico di chi ne usufruisce, e le sanzioni di ogni genere, dalle violazioni al Codice della strada, ai rifiuti gettati come non si deve, fino all’occupazione del suolo pubblico non in regola. Ora, c’è il problema delle risorse, a Pescara come altrove, perché i costi sono aumentati a dismisura, a partire dall’energia, e i bilanci si fanno tenendo conto delle entrate e delle uscite. Devono quadrare. Per quanto ci riguarda, fino a quando sarà possibile, non aumentiamo le tasse e cerchiamo di non ritoccare nulla sui servizi. Ma per le sanzioni, che applicano tutti i Comuni, è un discorso diverso. Non le pagano tutti ma solo coloro che hanno dei comportamenti scorretti. E non sono solo pescaresi ma tutti coloro che usufruiscono della città, che usano gli spazi. Credo sia meglio incidere su chi ha comportamenti scorretti anziché aumentare le tasse per tutti o incidere sui servizi. Penso, ad esempio, alle multe per il conferimento errato dei rifiuti che l’anno scorso ci ha fatto incassare 168mila euro, ed è una voce in crescita. Comportarsi virtualmente, quindi, diventa premiante».
Le famiglie rischiano di subire il caro vita due volte, per le bollette a casa e per contribuire al bilancio comunale.
«Io cerco di evitare che i cittadini siano gravati due volte, per cui colpiamo chi si comporta male e incidiamo meno su chi è virtuoso. È la stessa filosofia del parcheggio sulle strisce blu: paga chi lo usa. Noi i costi li subiamo comunque, anche se non ci fossero le entrate. Nessuno vuole penalizzare i cittadini, ma le spese sono aumentate per tutti, per i privati e per chi fa parte di una collettività. È come in un condominio: oltre alle proprie spese bisogna pagare quelle condominiali».
A proposito di spese, il Comune ha deciso come affrontare il caro bollette?
«Si prevedono 6,7 milioni di euro in più sul fronte energetico e in parte ci aiuterà lo Stato, per un importo pari a 1,3 milioni di euro. Tutto il resto è a carico dei cittadini e le entrate del Comune, come detto, sono di tre tipi. L’energy manager sta studiando cosa fare: oltre alla chiusura delle scuole il sabato e degli uffici il sabato e il pomeriggio, si pensa di ridurre la temperatura nei locali del Comune. Tornando al discorso delle spese da coprire, non possiamo non pagare le bollette, spegnere i termosifoni nelle scuole, chiudere i palazzetti o i centri sociali, dove comunque dovremo razionalizzare, né possiamo incidere sui ragazzi che frequentano i palazzetti e gli anziani dei centri sociali. Pagano i cittadini. Questo sarà un inverno di prova per tutti e potremmo ottenere due piccioni con una fava: avere una città più pulita e ordinata, grazie a comportamenti più virtuosi, e strutture pubbliche aperte. Se poi ci sono altre soluzioni, me le dicessero, evitando le solite polemiche».