Il sindaco fa spegnere le campane rumorose E scoppia la protesta

Il caso della chiesa di Decontra e le lamentele per i rumori Dopo l’ordinanza, all’attacco i favorevoli: devono suonare
SCAFA. Non c’è pace per le campane della chiesa di Santa Maria Goretti di contrada Decontra, a Scafa. C’è chi le vuole silenti perché produrrebbero soglie di rumore insopportabile, chi si batte per tenerle vitali perché rappresentano «un elemento caratterizzante della vita del quartiere», che conta circa 500 abitanti.
Nel mezzo della “guerra delle campane” c’è la decisione del sindaco Giordano Di Fiore che ha emesso una ordinanza di sospensione del funzionamento del solo orologio campanario che scandisce le ore (dalle 8 alle 21.30 con brevi intervalli anche di mezz'ora e con le varie intensità acustiche), sino all’approvazione del Piano di classificazione acustica richiesto dal dipartimento Territorio e ambiente della Regione, e visionati i pareri dei monitoraggi della Asl e delle due relazioni fonometriche (2020 e 2021) dell’Arta, secondo le quali «l’uso delle campane per scandire le ore», si legge nell'ordinanza sindacale, «produce eventi sonori di notevole impatto, per quanto di breve durata, che determinano il superamento del valore limite di 5 decibel». C’è da chiarire che la chiesa, guidata da don Antonio Graziosi, continua quotidianamente a garantire il rintocco delle campane che annunciano l’avvio delle funzioni religiose, come disciplinato dal decreto arcivescovile della diocesi teatina in applicazione di una circolare Cei.
Il sindaco Di Fiore spiega che «il provvedimento, che resterà in vigore fino a quando non ci doteremo di un piano acustico come ci ha chiesto la Regione, doveva già essere adottato dalla precedente amministrazione Giancola», sulla base delle risultanze dei monitoraggi di Arta e Asl, e sui quali l’amministrazione Di Fiore ha chiesto «pareri e chiarimenti» prima di emettere ordinanza. La polemica, che dura da anni dopo le proteste di «due o tre residenti contro i rumori prodotti dalla torre campanaria», spiega Sante Di Paolo, ex sindaco di Scafa nel 1992 ed ex consigliere provinciale, si è riaccesa dopo la sua richiesta di «ripristinare il suono delle campane della chiesa, peraltro realizzata da mio nonno con le pietre del Lavino dopo che i bombardamenti su Scafa fecero migrare i cittadini verso Decontra, che rappresenta il simbolo dell'unità del quartiere». Una questione dibattuta nell’assemblea pubblica che si è svolta in Comune nei giorni scorsi a cui hanno partecipato amministratori e cittadini.

