Il sindaco: il futuro di Penne? Con la Brioni e l’ospedale

Mario Semproni fa il punto e annuncia la riqualificazione della villa comunale Tra gli obiettivi imminenti, la riapertura di un hotel: servono almeno 50 posti
PENNE. «È difficile immaginare il futuro di Penne senza Brioni e l’ospedale San Massimo». Il sindaco di Penne Mario Semproni, medico geriatra all’ospedale pennese, che a giugno 2021 vedrà scadere il suo mandato, fa il bilancio di quanto fatto in questi tre anni e mezzo di amministrazione, e su quanto c’è ancora da fare.
Sindaco, di che cosa va più orgoglioso? E che cosa non rifarebbe?
«Abbiamo evitato il dissesto finanziario dell’Ente grazie all’applicazione di un piano di risanamento che ha prodotto, per la prima volta, risultati positivi. Abbiamo ridotto il disavanzo contabile e riorganizzato la macchina amministrativa con l’assunzione di 14 persone, 11 delle quali assunte dagli elenchi dei disoccupati tramite il Centro per l’impiego. Oggi i conti sono migliorati, possiamo finalmente programmare l’attività amministrativa. Nel settore degli investimenti, invece, abbiamo ottenuto finanziamenti importanti per realizzare interventi strategici: come la costruzione della nuova scuola Mario Giardini in via Caselli, peraltro senza indebitare l’ente, la riqualificazione degli impianti sportivi, la sistemazione delle strade di campagna, come Mallo, Toballesco, Domera, Collemaggio e Collalto; la bonifica della discarica di Collefreddo e il risanamento idrogeologico del parcheggio Portella. Abbiamo ottenuto anche i finanziamenti per le strade comunali di Mirabello e Flagnano. Durante questo percorso, e non lo nascondo, abbiamo commesso anche errori: siamo stati a volte troppo miti quando bisognava battere i pugni sul tavolo».
Ospedale San Massimo e Brioni Roman Style: i due storici punti di riferimento per l’occupazione e l’economia vestina non riescono a tornare ai fasti di un tempo? Cosa ne pensa?
«Sono i principali blocchi occupazioni della città. Resta difficile immaginare il futuro di Penne senza Brioni e l’ospedale San Massimo. Per quanto riguarda il presidio ospedaliero, con il sostegno del Comitato cittadino e della Regione, abbiamo fatto una battaglia convincente, mi auguro che a fine mese il tavolo di monitoraggio possa riconoscere il San Massimo ospedale di base con sede di pronto soccorso e riottenere i servizi che ci sono stati tolti. Sono fiducioso. Per la Brioni bisogna attendere la presentazione del nuovo piano industriale che deve tenere conto delle eccellenze sartoriali che operano nel sito produttivo di Penne. Attendo di incontrare il nuovo amministratore delegato da poco nominato dal Gruppo».
Quali obiettivi si è dato da qui a fine mandato?
«Punteremo alla riqualificazione della Villa comunale, con un intervento di recupero dell’arredo, la riqualificazione delle strade urbane, tra queste via Caselli, via Santo Spirito e via Verrotti. Proporrò la riduzione della pressione tributaria nel bilancio di previsione 2021, a partire dall’Imu sulle aree fabbricabili».
Per il turismo, Penne paga l’assenza di un struttura ricettiva di livello. L’hotel dei Vestini non riesce a ripartire. Pensate a un rilancio?
«Sono d’accordo. Penne purtroppo paga l’assenza di una struttura recettiva importante che posso ospitare almeno 50 turisti. Nei prossimi giorni convocheremo la proprietà dell’immobile che ospitava l’ex hotel dei Vestini per conoscere le intenzioni. Siamo disposti anche a incentivare con agevolazioni fiscali la riapertura di un hotel sul territorio comunale. I dati comunque sono positivi: abbiamo registrato più turisti. Ma dobbiamo migliorare l’offerta e l’incoming».
La tragedia Rigopiano resta una ferita aperta per l’area vestina. Come l’ha vissuta?
«Rimarrà per sempre una brutta pagina della storia dell’area vestina. Sono amareggiato e dispiaciuto per ciò che è accaduto. Spero che la magistratura possa fare al più presto chiarezza».
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