Il sindaco Luciani ritira le dimissioni ma ne annuncia altre

4 Ottobre 2018

Il primo cittadino pronto a “congelare” il suo ruolo in giunta in attesa che il partito decida sul candidato governatore

FRANCAVILLA AL MARE. Non sono stati sufficienti 20 giorni al sindaco Luciani per capire quale strada prendere, tra la prosecuzione del suo mandato o la corsa a governatore della Regione. Dopo le dimissioni presentate il 15 settembre in vista di una eventuale candidatura a governatore della Regione, ieri, che scadeva il termine, le ha ritirate.
Ma nonostante abbia fatto marcia indietro, non si può ancora dire che la partita sia finita. Perché, dopo una serie di incontri, Luciani ha optato per una sorta di piano “C” rispetto alle attese. Ossia, dopo aver ritirato le dimissioni adesso è pronto a ripresentarle, forse già in giornata, per avere ulteriori 20 giorni al massimo - anche se lui si augura meno - per prendere una decisione definitiva. «Accolgo l’invito a rimanere a disposizione della comunità in un momento in cui ha bisogno di tutte le forze presenti», commenta il sindaco, «ai francavillesi chiedo qualche giorno di pazienza confortandoli sul fatto che neanche un minuto verrà perso affinché la squadra lavori nell’interesse della città». Squadra di cui Luciani, nel momento in cui ripresenterà le dimissioni, non farà parte, almeno fin quando non scioglierà definitivamente la riserva, come stabilito da un parere della Regione Abruzzo che inibisce, in casi del genere, l’esercizio delle sue funzioni: «Questo non è un problema. Mi farò da parte per qualche giorno, certo di poter contare sul lavoro del vice sindaco e della mia squadra che continueranno, come sempre, a curare gli interessi della città».
Del resto, l’ipotesi che il partito potesse decidere entro il 3 ottobre il nome del candidato presidente era abbastanza remota, ma Luciani, come più volte detto, non avrebbe né corso il rischio di perdere tutto né ripiegato sulla candidatura a consigliere regionale. Adesso, con questo escamotage, riesce a conservare il ruolo di sindaco, anche se con l’astensione di ogni atto inerente l’ufficio rivestito, concedendo e concedendosi un ulteriore periodo, evidentemente necessario ai suoi, per sciogliere il nodo sul candidato presidente alla Regione del centrosinistra. Intanto, Luciani sottolinea l’affetto ricevuto in queste ultime settimane: «Sono frastornato dalle attestazioni di stima e dai contatti avuti con gli abruzzesi, non solo da parte del mondo politico ma anche da parte dei cittadini. Questo ha aumentato il mio senso di responsabilità davanti a tutta la vicenda». Poi il sindaco fa un parallelo tra la situazione attuale del Pd e quella presente al momento della sua prima elezione a Francavilla: «Pensare che il cambiamento possa realizzarsi solo come alternanza di schieramento, è un concetto obsoleto. In una coalizione vasta esistono più anime e più professionalità capaci di un cambio di rotta. Esempio eclatante di questo aspetto è la mia città con la mia elezione a sindaco la prima volta, nel 2011, a seguito di un’amministrazione di centrosinistra giudicata fallimentare dagli stessi cittadini che poi mi hanno dato fiducia».
Dunque, ci sarà bisogno dei tempi supplementari per tirare una linea e capire quale futuro attende Luciani e Francavilla: «Occorre ulteriore tempo per non sbagliare», conclude il sindaco, «per questo mi è stato chiesto, alla luce del parere dell’ufficio legale della Regione, di prenderne altro. Sento l'affetto dei miei concittadini e sono certo che capiranno che qualche giorno di attesa è un prezzo non troppo elevato da pagare per il futuro della nostra splendida comunità abruzzese».
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