Il sindaco: «No a misure drastiche Non siamo la Codogno d’Abruzzo»

Perazzetti cancella l’ipotesi zona rossa ventilata dalla Regione: «Abbiamo cinque casi accertati su una popolazione di 15mila persone. Ma vedo troppa gente per strada e questo non va bene»
MOSCUFO. La raccomandazione ai cittadini è sempre la stessa, ripetuta in modo accorato: «Restate a casa». I sindaci di Moscufo ed Elice, dove sono stati accertati casi di coronavirus, continuano a lanciare appelli, anche attraverso Facebook, affinché il decreto del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte venga rispettato, uscendo il meno possibile e solo nei casi consentiti.
Da Cappelle, invece, il sindaco Lorenzo Ferri ha smentito ufficialmente la comunicazione del servizio Prevenzione e tutela della salute della Regione sulla presenza di un caso positivo.
«Il ragazzo, che è un infermiere, non risiede nel Comune di Cappelle sul Tavo» da anni, ha assicurato Ferri. Ma «continuiamo a chiedere a tutti voi massima collaborazione per limitare la diffusione del coronavirus: evitiamo di uscire, se non per motivi strettamente necessari, e proseguiamo nel rispetto delle regole. Insieme ce la faremo».
Da mercoledì notte, ha annunciato, sarà intensificata la pulizia delle strade con la disinfezione e sanificazione. Dopo aver saputo della positività di un cittadino di Moscufo, il sindaco Claudio De Collibus ha chiesto a tutti «la massima collaborazione», ha invitato ad «evitare spostamenti inutili, momenti di aggregazione in luoghi pubblici e privati» e ha chiesto di «approvvigionarsi in paese, per prodotti alimentari e farmaci». Da non sottovalutare, ha scritto su Facebook, «l'uso di mascherina e guanti», inoltre va mantenuta «la distanza di sicurezza».
Dopo l'annuncio della Regione di un caso positivo, il sindaco ha registrato una «certa preoccupazione, in paese. Pur non potendo rivelare l'identità della persona positiva, posso dire che il protocollo della Asl è partito per cui i familiari di quest'uomo sono stati posti in quarantena, con i controlli a distanza della Asl. E sto avvisando tutti con un messaggio vocale, veicolato in paese con un'auto, raccomandando di stare a casa, soprattutto perché nel fine settimana non serve uscire. Chiedo anche di mantenere la calma e di mostrare responsabilità, visto che siamo responsabili di noi stessi e di chi ci circonda».
Lo stesso concetto viene sottolineato da Gianfranco De Massis sindaco di Elice, dove le persone risultate positive al tampone sono due e per una terza si attende l'esito del test. «Le famiglie sono già in quarantena e assicuriamo loro tutto il necessario», ha garantito. Raccogliendo gli umori dei compaesani, De Massis ha registrato «un po' di timore, ma rispondono bene alle raccomandazioni e ci sono davvero poche persone in giro, solo per la spesa e i farmaci. C'è un po' di preoccupazione per i casi accertati e per quelli tuttora incerti ma in questo momento c'è da fare solo una cosa: rimanere a casa ed essere responsabili, come forma di rispetto per se stessi e per gli altri. Consiglio di leggere un libro».
Flavia Buccilli
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