«Il sindaco non ha più i numeri, si dimetta»

San Giovanni Teatino. Opposizione polemica dopo l’ultimo consiglio. Di Clemente: la maggioranza c’è
SAN GIOVANNI TEATINO. «Chiediamo le dimissioni del sindaco Giorgio Di Clemente e di quel pezzettino di maggioranza rimasto». Ad attaccare l'amministrazione di San Giovanni Teatino è il gruppo di opposizione “Una nuova mossa”, con il capogruppo Matteo Ferrante e le consigliere Jessica Coccia e Luana Di Federico. Tutto nasce dall’ultimo consiglio comunale, dove si doveva discutere dell’acquisizione di un’area adiacente via Giotto da inserire nel patrimonio comunale.
«Dopo una prima seduta, da remoto, dichiarata deserta dal presidente per la mancanza del numero legale», scrivono i tre consiglieri, «nella seconda il sindaco ha faticato a racimolare e riunire quel che resta della sua maggioranza, tanto che è stata votata solo da sette consiglieri. Il nostro gruppo, unico a partecipare e a essere opposizione vera da tre anni, dopo essere intervenuto ed aver sollevato l’invalidità della seduta data dalla carenza delle 24 ore minime previste tra la ricezione della convocazione e la seduta stessa, ha scelto di abbandonare l’aula virtuale». Quindi i tre concludono: «Dell’attuale maggioranza sono rimasti solo il nome e l’incapacità con cui cerca di amministrare un paese ormai sull’orlo del baratro».
Dall’altro lato arriva la risposta del sindaco Di Clemente, che rispedisce le accuse al mittente, intenzionato ad andare avanti per la sua strada: «Nell'ultimo consiglio bisognava discutere una questione particolarmente delicata, come quella dell’acquisizione di un’area a patrimonio comunale. Questo ha richiesto, anche tra i componenti della maggioranza, ulteriori riflessioni».
Poi continua: «La maggioranza c'è, i numeri ci sono e con queste credenziali andremo avanti fino alla fine del nostro mandato», assicura il primo cittadino. «Ritengo che questa squadra stia facendo un buon lavoro nell’interesse della comunità e l’obiettivo è quello di continuare in questa direzione». Quindi sulla richiesta di dimissioni replica: «Siamo stati legittimati dal popolo ad amministrare la nostra città e lo faremo fino al termine del mandato. Non sarà certo l’opposizione a dirci quello che dobbiamo fare: questo è un esercizio che compete ai cittadini, i quali nelle prossime elezioni potranno scegliere se riconfermarci o meno».
Nel frattempo, dopo la chiusura della sala consiliare per l’inagibilità del palazzo di città, l’obiettivo è di riuscire a ripristinare un luogo adatto al fine di tornare a ospitare in presenza le sedute del consiglio comunale. Un’operazione che verosimilmente potrà avvenire dopo l'estate, quando ci sarà stata l'inaugurazione della nuova chiesa San Rocco e gli uffici comunali potranno essere trasferiti nei locali utilizzati oggi dalla parrocchia. (a.d.s.)

