Il sindaco: paese sotto shock è il momento del dolore

Un amico di Marrama: ci ho parlato ieri, mi sembrava sollevato. Che dramma La vicina di casa: Maria Pia è stata la maestra del paese, punto di riferimento
CORFINIO. Un paese sotto choc, in lacrime per una tragedia che nessuno si aspettava e che è arrivata all’improvviso in una domenica di fine giugno. Una tragedia che ha colpito una famiglia stimata e apprezzata da tutto il paese. «Adesso è il momento dello sgomento e del dolore per quello che è successo e che ha colpito la nostra comunità. Un’esplosione di violenza che sconvolge il nostro piccolo paese e che frastorna ancora di più perché coinvolge una persona che nel nostro paese è stato un punto di riferimento e la maestra di generazioni di bambini», afferma il sindaco Massimo Colangelo. «Il nostro pensiero va anche ai figli che soffriranno terribilmente questa vicenda. Una cosa però credo che debba essere sottolineata e affrontata. Mi riferisco a quelle persone che vivono difficoltà legate alla fragilità della loro mente. Di fatto non c’è assistenza, non ci sono strutture capaci di seguirle e magari evitare che accadano tragedie di questo genere. Una riflessione che credo sia valida non solo per Corfinio ma per tutto l’Abruzzo e non solo. Ripeto che è un problema che deve essere affrontato perché un paese civile come il nostro non può permettersi di lasciare indietro nessuno».
«Il nostro pensiero va anche ai figli che soffriranno terribilmente questa vicenda. In questo momento, ripeto c’è solo dolore è ancora più. Enrico soffriva un po’ di crisi depressive, è stato anche ricoverato negli ultimi tempi all’Aquila», racconta Adriano che con Enrico Marrama ha condiviso anche la gioventù. «Era tornato da pochi giorni in paese dopo la convalescenza in ospedale. Noi siamo amici da piccoli, l’ho visto ieri e ci siamo fermati a parlare del più e del meno. Mi è sembrato tranquillo e più sollevato con il morale rispetto a qualche mese fa. Fisicamente era debilitato ma nessuno si sarebbe mai aspettato una cosa del genere. Mi dispiace, perché Enrico era una brava persona». Davanti al bar della piazza tutti increduli per l’accaduto. «Siamo rimasti tutti sorpresi, lui una brava persona», dice Pelino Marrama, «la moglie di più perché è stata la maestra da oltre 30 anni di tutti i bambini del paese, una famiglia per bene. La dimostrazione che quando subentrano fattori estranei alla vita di tutti i giorni, può succedere di tutto. Anche se questa tragedia resta per tutti noi incomprensibile e assurda».
«L’ultima volta ho visto la signora Maria Pia ieri mattina», racconta Antonio, «le ho chiesto come stava il marito da poco tornato a casa. Mi ha detto: sta meglio».
«Stamattina è passata con la Punto bianca», interviene un’altra vicina di casa. «Nessuno si sarebbe mai aspettato questa tragedia. Una famiglia da tutti considerata modello, anche se nell’ultimo mese si era verificato quell’episodio che aveva coinvolto il marito. Secondo me è stato un campanello d’allarme, che forse è stato sottovalutato. Anche se questo è un discorso che si può fare solo adesso che ci troviamo di fronte alla terribile tragedia accaduta».(c.l.)
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