Il sindaco: pronti a dimetterci per difendere l’ospedale

31 Agosto 2016

PENNE. L'area vestina unita per difendere l'ospedale San Massimo di Penne. Nella sala consiliare si sono ritrovate tantissime persone (foto), sindaci del comprensorio vestino e del teramano. Il...

PENNE. L'area vestina unita per difendere l'ospedale San Massimo di Penne. Nella sala consiliare si sono ritrovate tantissime persone (foto), sindaci del comprensorio vestino e del teramano. Il sindaco di Penne Mario Semproni ha annunciato che si batterà con ogni mezzo, a partire dal ricorso al Tar, per evitare il declassamento del San Massimo a presidio di area disagiata.

«Qualora non riuscissimo a ottenere i risultati sperati, rassegneremo le nostre dimissioni anzitempo», ha detto Semproni. All'assise civica ha preso parte anche il consigliere della Regione Abruzzo, capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri.

«La Provincia di Pescara è stata la più danneggiata dal riordino sanitario deciso dalla Regione. Se Popoli ha una rete autostradale importante e può facilmente appoggiarsi a Sulmona, i territori montani vestini, invece, sono stati penalizzati fortemente», ha detto Sospiri. Non sono mancati momenti di forte tensione in aula tra cittadini ed esponenti delle forze politiche intervenute. Il sindaco di Picciano Enzo Catani si è detto pronto a cominciare una dura battaglia occupando con tutti i 20 sindaci dell'area vestina il San Massimo, che dal 30 settembre diventerà un ospedale di area disagiata con soli 30 posti di degenza per l'area medica e 2 per l'area chirurgica. Anche i cittadini hanno preso la parola. Tonino Marrone, tecnico di radiologia per 40 anni del San Massimo, ha detto: «Qua sono passati tanti grandi professionisti. Adesso il nostro ospedale è come un esercito disarmato». Insomma, dal consiglio comunale straordinario è venuto fuori che a Penne e nell'area vestina c'è rabbia, malcontento e voglia di lottare per il proprio ospedale. (f.bel.)