Il sindaco: provo ribrezzo per i turisti del macabro

4 Aprile 2018

Lacchetta contro pic-nic e tour di Pasquetta tra le macerie di Rigopiano «Servono più controlli durante la festività». E D’Angelo annuncia denunce

PENNE. «Un sentimento di ribrezzo e collera per gli atti di estrema inciviltà che i turisti del macabro puntualmente mettono in atto in occasioni festive, mancando di rispetto alle vittime e ai familiari, ma anche di buon senso».
Con queste parole il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, ha commentato lo spregevole ritrovo che un centinaio di turisti hanno tenuto il lunedì di Pasquetta davanti ai resti delle macerie dell’Hotel Rigopiano. In tanti hanno addirittura oltrepassato la zona sottoposta a sequestro, e sono stati anche fotografati, senza il minimo rispetto per chi in quel luogo ha trovato la morte e per i parenti delle vittime che attendono ancora di riavere qualche oggetto personale dei propri cari.
«Auspico che le forze dell'ordine possano incrementare i controlli e scongiurare che simili episodi possano ripetersi nei prossimi mesi. Continuerà fino alla bonifica integrale del sito», spiega ancora Lacchetta, «il divieto di effettuare picnic nei pressi dell'area del resort, facendo un appello soprattutto al buon senso della gente che non deve mai dimenticare che in quel luogo sono morte 29 persone e che prima di ogni ricreativa necessità (ci sono km e km di verde a disposizione) servono rispetto e preghiera».
Comprensibili la rabbia e il disgusto di chi a Rigopiano ha perso un figlio, un amico o un fratello, e che nel giorno di Pasquetta ha dovuto seminare turisti del macabro e curiosi prima di dire una preghiera e portare un fiore al proprio caro. Francesco D’Angelo, che ha perso nella tragedia del 18 gennaio 2017 il suo caro fratello Gabriele, cameriere del resort Rigopiano, si è detto pronto a tutto per tutelare la memoria di suo fratello. A Pasquetta i parenti delle vittime hanno chiamato anche i carabinieri per far uscire le persone dall’interno dell’area interdetta, ma i militari sono arrivati un’ora dopo la chiamata. «Sono meravigliato e arrabbiato. La zona è in abbandono, non c’è una recinzione adeguata. Quando si portano bimbi in quei luoghi si va per spiegargli il significato di quella tragedia, per fare una preghiera, non per un selfie. Spero che i carabinieri individuino tutti coloro che hanno oltrepassato la recinzione. Sentirò il mio legale: siamo pronti ad andare anche per vie legali per far sì che chi ha oltraggiato quel luogo di dolore paghi. Per la sicurezza dei beni dei nostri cari scomparsi, però, forse una pattuglia andava prevista a sorvegliare la zona nel giorno di Pasquetta», ha commentato D’Angelo. Di certo, c’è la necessità che la zona sottoposta a sequestro sia resa inaccessibile. L’auspicio è che l’azienda che si occupa della bonifica del sito di Rigopiano, la Ecoalba, venga ultimata più velocemente possibile e nel pieno rispetto della memoria delle vittime».