Il sindaco: Tortuga nel degrado, 15 giorni per la messa in sicurezza

ll locale in abbandono da due anni, De Martinis firma l’ordinanza: «Troppi rischi, servono lavori» Il Comune pronto a trattare con l’amministratore giudiziario: «Quel tratto di litorale va curato»
MONTESILVANO. Due settimane di tempo per eliminare tutte le situazioni di pericolo presenti nello stabilimento balneare Tortuga, andato in fumo ad aprile del 2021. È il diktat lanciato ieri dal sindaco Ottavio De Martinis ai gestori dell’ex tempio della movida adriatica, al confine tra Pescara e Montesilvano. Molto prima dell’arrivo dei turisti sulla costa, dunque, la concessione dovrà essere messa in sicurezza, anche per restituire all’ingresso della città un’immagine più decorosa.
I roghi Il primo devastante incendio che ha distrutto il Tortuga è avvenuto il 15 aprile 2021 quando all’alba un passante lanciò l’allarme ai vigili del fuoco che impiegarono diverse ore per domare le fiamme. Ma lo stabilimento era già distrutto irrimediabilmente. Subito dopo, la struttura venne posta sotto sequestro per consentire agli inquirenti di effettuare le indagini. A distanza di un anno, nell’aprile del 2022, la struttura è tornata nelle disponibilità dell’imprenditore Daniele Capperi, che alla vigilia del rogo ne aveva assunto la gestione. Da quella data, però, nulla si è mosso e il 6 marzo scorso la concessione è stata nuovamente interessata da un incendio, questa volta di modeste dimensioni. Da lì la nota dei vigili del fuoco al Comune di Montesilvano e la successiva ordinanza del sindaco.
L’ordinanza Nel documento firmato dal sindaco dopo l'ultimo rogo e la segnalazione dei vigili del fuoco, De Martinis impone all’amministratore giudiziario e ai legali rappresentanti del Tortuga, di «dare inizio, per il tramite di tecnici abilitati, a una dettagliata verifica strutturale dell’intero stabile» e «di presentare una relazione da inviare all’ente entro 15 giorni dalla sua redazione, contenente altresì le ulteriori valutazioni necessarie a determinare le opere occorrenti al ripristino del fabbricato, a tutela della privata e pubblica incolumità». L’ordinanza impone poi, entro 15 giorni dalla sua notifica, «di dare inizio all’esecuzione degli interventi di manutenzione/riparazione necessari al ripristino delle condizioni di sicurezza del manufatto, con eliminazione delle situazioni di pericolo».
I rischi Seppure l’ordinanza non riporti le criticità riscontrate dai vigili del fuoco, è sufficiente fare un giro sulla spiaggia al confine tra Pescara e Montesilvano per rendersi conto personalmente di quali e quanti rischi possa rappresentare attualmente il Tortuga. Dopo l’incendio di 2 anni fa, infatti, sono ancora ben visibili i resti dell’attività di ristorazione e bar sul lato mare, che dopo il rogo hanno assunto la forma di lamiere annerire e deformate e di elettrodomestici e mobili carbonizzati. A questo si aggiunge anche la parte esterna che una volta conduceva alla piscina e ai tavoli all’aperto, dove la recinzione in vetro è ridotta in pericolosi frantumi.
Il degrado Oltre alla situazione di pericolo, il Tortuga oggi rappresenta anche un pessimo biglietto da visita per il turismo montesilvanese essendo la prima concessione che si incontra a Montesilvano provenendo da Pescara. Così come anche la spiaggia, da due anni inutilizzabile perché non presidiata né pulita, non è la migliore cartolina per una città che punta tutto sul turismo. «La competenza non è del Comune», commenta il sindaco, «ma il Tortuga è sul nostro territorio. Anche per questo ho ritenuto necessario firmare l’ordinanza. Inoltre, è mia intenzione avviare un’interlocuzione con l’amministratore giudiziario per valutare le possibili strade, anche perché ho ricevuto il gestore dello stabilimento adiacente (Le Tre Palme, ndc) e si è detto pronto a provvedere temporaneamente alla gestione di quel tratto di litorale».

