Il sindaco va dal ministro: «Basta tagli all’ospedale»

Penne, Semproni incontra la Lorenzin e lancia l’appello per il San Massimo L’esponente del governo Renzi prende tempo, ma gli spiragli sono pochi
PENNE. È partita dall’ufficio romano del ministro della Sanità Beatrice Lorenzin la prima azione dell’amministrazione comunale di Penne per salvare l’ospedale San Massimo. Il sindaco Mario Semproni lo aveva promesso e ha discusso dei tagli con il ministro.
L’ospedale di Penne da circa 10 anni parte è stato pesantemente depotenziato, prima dell’amministrazione regionale guidata da Gianni Chiodi e poi da quella guidata da Luciano D’Alfonso. La Rianimazione è stata ridotta in terapia intensiva post operatoria (Tipo), il laboratorio analisi da unità operativa complessa è stato trasformato in unità operativa semplice. Anche la palestra riabilitativa ha subito tagli: si è passati da 11 a 3 fitoterapisti, con una disponibilità limitata alla sola utenza interna. L’ultimo taglio, senza dubbio il più sentito, è arrivato nei mesi scorsi con la soppressione del punto nascite. Secondo la riorganizzazione sanitaria regionale, il San Massimo dovrebbe restare in vita esclusivamente come presidio di area disagiata: un depotenziamento che peserà tanto anche sul Pronto soccorso che non potrà più ricevere i codici rossi. Il depotenziamento lascerebbe dunque il San Massimo con un Pronto soccorso senza codici rossi, quindi, con un grande rischio per l’utenza di tutto il comprensorio vestino, e un’area medica e chirurgica da pochi posti. In caso di infarto, ictus e per tutte le gravi emergenze improvvise, i malati vestini dovranno essere trasportati a Pescara e, soprattutto d’inverno, in alcuni casi, potrebbero verificarsi veri e propri tragitti della speranza. Per esempio, per raggiungere Pescara con l’ambulanza partendo da Farindola si impiega oltre un’ora e, con le difficili condizioni atmosferiche che possono verificarsi in inverno, ecco che i tempi di percorrenza si dilaterebbero a discapito delle possibilità di salvezza dei malati.
Ieri una delegazione composta dal sindaco, dal vicesindaco Vincenzo Ferrante, dal presidente del consiglio comunale Antonio Baldacchini e dall’assessore alla Sanità Pina Tulli, ha incontrato, grazie all’intercessione della senatrice Federica Chiavaroli, il ministro Lorenzin. Durante l’incontro sono state illustrate le ragioni della salvaguardia del presidio. In relazione alle esigenze territoriali e in riferimento al decreto decreto ministeriale 70 sono stati motivati i presupposti affinché il bacino di utenza dell’area Vestina possa continuare a beneficiare di un ospedale di base e non di area disagiata. «Le nostre istanze attualmente sono al vaglio del ministro e ci auguriamo che la risoluzione della problematica sia la più favorevole possibile per il bene dell’intera comunità Vestina», hanno detto gli amministratori pennesi.
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