Il sindaco è guarito: «Ma la città sta pagando un prezzo troppo alto»

6 Aprile 2020

Dopo un mese arriva il doppio tampone negativo per Mario Semproni, medico del San Massimo: «I sanitari contagiati dentro l’ospedale? Tutto è scaturito dal paziente zero di Città Sant’Angelo»

PENNE. A un mese (l’8 aprile) dalla positività al Covid-19, arrivano i due tamponi negativi per il sindaco di Penne Mario Semproni. Per il primo cittadino il peggio è dunque alle spalle, ma il lavoro da fare e le precauzioni da tenere sono e saranno ancora tantissime. «È un virus subdolo, va mantenuta ancora alta la guardia», chiarisce Semproni al telefono.
Sindaco, come procede il suo iter da paziente Covid-19?
«Entrambi i test effettuati dopo l'isolamento domiciliare sono risultati negativi. L’8 aprile dovrò ricevere una risposta dall’Inail. La malattia, come per i miei colleghi dell’ospedale San Massimo, è stata gestita dall’Inail in quanto patologia contratta in orario di lavoro».
Al San Massimo tra personale medico, infermieristico e Oss, soprattutto nel reparto di Medicina, ci sono stati tanti contagi. Come se lo spiega?
«Ritengo che il tutto sia scaturito dal contatto con il paziente 0, o 1 che dir si voglia, di Città Sant’Angelo. La presenza di tanti medici, infermieri e Oss positivi credo si sia generata proprio in quei giorni di marzo. Si tratta di una malattia subdola, entra in punta di piedi ma non va sottovalutata».
Quali sintomi ha maggiormente accusato?
«Non ho avuto problemi respiratori, ma ho accusato forte debolezza e una perdita importante di gusto ed olfatto. Il coronavirus è una patologia severa».
Penne nel mese di marzo ha registrato 8 morti e 91, tra residenti e domiciliati, positivi al coronavirus. Come ha vissuto l’emergenza?
«Abbiamo pagato un prezzo alto fino ad oggi e dobbiamo tenere alta l’attenzione per far sì che le cose migliorino. Ci sono state vittime e forse ci saranno ancora. Nel tempo in isolamento ho pensato tanto ai miei concittadini, ma non sono stato fermo a guardare. Sono stato in perenne contatto con gli altri amministratori comunali che non hanno contratto il virus e che tra mille difficoltà hanno portato avanti tutte le necessità amministrative e sociali».
Penne è zona rossa dal 25 marzo e lo sarà fino al 13 aprile. Cosa la preoccupa?
«Oltre al problema sanitario e delle vittime da coronavirus, sarà da affrontare la ripresa economica. Abbiamo dilatato i tempi per il pagamento delle tasse, ma è innegabile che, soprattutto con l’istituzione della zona rossa, tantissime attività siano in grave difficoltà. Pensare che i 600 euro previsti dal Governo per i lavoratori autonomi e le partite Iva possano risolvere il problema è assurdo. Anche gli aiuti arrivati per sostenere le famiglie in difficoltà come bonus spesa sono esigui. Abbiamo avuto 91mila euro per le famiglie in difficoltà, ma alla cifra complessiva dovrà essere sottratta l’Iva e quindi la somma reale sarà di circa 70 mila euro. Troppo poco».
E che cosa si dovrebbe fare?
«Prima di tutto andrà vinta la sfida a livello sanitario. Dobbiamo restare a casa e rispettare le regole per abbassare la curva del contagio. Dobbiamo indossare sempre guanti e mascherina quando usciamo. Ridotta la soglia del contagio bisognerà ripartire a livello economico. Le istituzioni - nazionali ed internazionali – avranno il compito di studiare le misure necessarie per non far rimanere indietro nessuno».
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