Il sogno da calciatore di Dmytro: c’è la casa

13 Marzo 2023

Il 15enne ucraino doveva lasciare Montesilvano: orà può restare e giocare con la Delfino Curi Pescara

PESCARA. Dmytro Fakyra avrà una casa e potrà rimanere a giocare a Pescara. Dopo l’appello lanciato sul Centro dal 15enne ucraino, promessa calcistica della Delfino Curi Pescara, che venerdì scorso ha dovuto lasciare l’albergo Excelsior di Montesilvano con i genitori Stepan e Inna, è scattata una gara di solidarietà. E la società sportiva, con a capo il patron Quintino Paluzzi e lo staff tecnico (presidenti Antonio Zangirolamo e Antonio Martorella, i soci Claudio Croce, Stefano Sasso e Alberto Agresta e il direttore generale Roberto Sara), si sono mobilitati alla ricerca di un alloggio in città per evitare che il ragazzo possa essere trasferito dalla Protezione civile in un Cas di Palombaro, nel Chietino, località troppo distante dalla sede degli allenamenti, a Città Sant’Angelo. Paluzzi, imprenditore a capo delle pescherie Delfino, ancora una volta, apre porte e cuore: «Ci stiamo adoperando per cercare una abitazione per Dmytro e un lavoro per i genitori». Così la famiglia, arrivata da Odessa sette mesi fa in fuga dalla guerra in Ucraina, potrà ricominciare a vivere e a integrarsi nei luoghi dove sono stati accolti con grande umanità.
Stepan Fakyra, allenatore del figlio, conosce bene gli ambienti, perché è massaggiatore della Federazione calcistica ucraina. La notizia ha reso felice tutta la famiglia che, tramite i traduttori Alberto e Anastasiya De Marco, dell’associazione Lvivska Brama che si occupa dell'assistenza ai rifugiati, fa sapere: «Siamo grati alla società Delfino Curi a tutte le persone che ci aiuteranno a realizzare il sogno di Dmytro». Da Fossacesia interviene anche il sindaco, Enrico Di Giuseppantonio, che si dice «pronto a dare ospitalità alla famiglia Fakyra nelle nostre strutture di accoglienza». (c.co.)