Il suocero del sindaco fa causa al Comune

Iniziativa della ditta Saitem dopo l’urto di una sua vettura contro un palo L’amministrazione non si presenta ed è condannata. Ruggero: via Maragno
MONTESILVANO. Un’Audi A6 sbatte contro «un panettone di cemento» lasciato «da ignari» nel centro di Montesilvano colle e mette da parte un danno di 1.700 euro; in tribunale, nella causa per il risarcimento del danno, il Comune di Montesilvano non si presenta nemmeno e rinuncia a difendersi; il Comune è condannato perché «ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito» e, oltre alla fattura del carrozziere, deve pagare anche le spese legali per un conto di oltre 3 mila euro. Storie all’ordine del giorno a Montesilvano, ma se il proprietario della macchina è la Saitem, la ditta edile che fa capo a Raffaele Di Giovanni, suocero del sindaco Francesco Maragno, ecco che scoppia la polemica. «Maragno si dimetta dopo questa vergognosa messa in scena che, ancora una volta», dice il consigliere di opposizione Lino Ruggero, «ricade sulle casse comunali. Il sindaco di Roma Ignazio Marino è andato a casa per molto meno». E il sindaco replica parlando di «mistificazione e scarsa attenzione alla realtà dei fatti che, invece, è ricostruibile con i documenti e un semplice calendario. I falsi allarmi e il continuo gridare “al lupo, al lupo” di Ruggero lo stanno conducendo al più vivo autolesionismo».
Comincia tutto il 22 dicembre del 2013, «alle ore 12 circa», quando in Comune c’era ancora Attilio Di Mattia e lo stesso Ruggero era vicesindaco. La storia è raccontata da una sentenza lunga 8 pagine arrivata dopo la rinuncia della Saitem a un tentativo di conciliazione. «Una sentenza imbarazzante per il sindaco», dice Ruggero. Il documento ripercorre quello che è successo quel giorno quando un cugino acquisito di Maragno urta con l’auto della ditta un blocco durante un parcheggio in piazza Calabresi. Quel blocco, non è uno scherzo, si chiama davvero «panettone». «Un blocco che non è visibile da dentro il veicolo perché la palina di parcheggio per i residenti era divelta», assicura un testimone durante il giudizio. E lo confermano anche i vigili urbani chiamati a deporre durante la causa: «La palina, in data imprecisata, era stata precedentemente divelta da ignari e poggiata a lato della piazza e senza di essa era impossibile avvertire l’ostacolo». Una causa, però, senza il Comune che non si è mai costituito. «Il blocco», dice Ruggero, «è costato molto caro al Comune che dovrà risarcire 1.612,95 euro oltre gli interessi legali e la rivalutazione monetaria dalla data del fatto e ancora il Comune è stato condannato anche al pagamento delle spese di giudizio 1.339,50 di cui 1.205,50 per compenso dell’avvocato». E Ruggero sottolinea: «Il legale è Federico Terrenzi, primo dei non eletti di Ncd, lista tanto cara al nostro sindaco. Stranamente, la sentenza è stata emessa alcuni mesi fa dopo che Maragno è stato eletto sindaco. La cosa ancora più grave è che i legali del Comune non si sono presentati al processo e la condanna è avvenuta in contumacia. Il sindaco, appena insediato per cercare di fare cassa ha chiesto all’avvocatura comunale di presentarsi a tutte le cause contro il Comune per dare battaglia. Ma questa volta no», continua Ruggero, «come faceva a non sapere che si trattava proprio di quella causa?». Non è la prima volta che accade a Montesilvano: il Comune ha subìto decine di condanne per casi simili. «Un fatto grave per Montesilvano e per l’amministrazione di Maragno che lascia tutti basiti», dice Ruggero, "chiediamo le dimissioni immediate del sindaco».
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