Il Superbonus è salvo solo in parte

Lo stop è inevitabile, ma la proposta del senatore Liris per i lavori già fatti viene accolta dal governo
L’AQUILA. C’è una data per salvare, almeno in parte, i lavori del Superbonus: il 28 dicembre. A cavallo tra Natale e Capodanno uscirà un decreto ad hoc, a firma del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che autorizzerà il Sal (Stato di avanzamento lavori) straordinario. Una corsia d’emergenza per mettere in sicurezza le opere chiuse e certificate al 31 dicembre 2023, anche se il cantiere non è ultimato.
liris al lavoro
Un traguardo a cui sta lavorando il relatore della manovra di Bilancio, l’abruzzese Guido Quintino Liris (FdI). «Un punto di mediazione», dice Liris, che annuncia: «Non ci saranno proroghe per il Superbonus con cessione del credito o sconto in fattura, ma si procederà con il Sal straordinario, una misura non onerosa per il governo». La contrarietà del Mef alla proroga, anche solo di un paio di mesi, del Superbonus nasce da una constatazione: l’agevolazione è troppo onorosa per le casse dello Stato. Liris ha presentato un’ipotesi normativa, accolta favorevolmente dal governo, che consentirà di portare in detrazione nella misura del 110% tutti i lavori certificati entro il 31 dicembre prossimo, anche se non realizzati completamente, ma in una percentuale inferiore, ad esempio il 70% o l’80%. La rimanente parte, da ultimare nel 2024, verrà scontata al 70%. Attualmente, in assenza di interventi entro la data ultima del 31 dicembre, i lavori completati solo in parte (qualunque percentuale si prenda in considerazione) saranno portati in detrazione nella misura del 70% dall’inizio, in maniera retroattiva, con una minore convenienza per i condomìni e per le imprese e il rischio di migliaia di contenziosi.
superbonus e post-sisma
«Una vittoria che nasce da riflessioni abruzzesi, anche perché per noi il Superbonus vale doppio, in quanto interviene anche sulla ricostruzione post-sisma», afferma il senatore Liris. «Èntro il 28 si interverrà con un decreto specifico che non prevede proroghe del Superbonus e non è oneroso», evidenzia Liris. «La data di scadenza del 110% era e resta il 31 dicembre 2023, ma si cerca di massimizzare la detrazione. Per detrarre i lavori al 110%, fino a oggi, si doveva arrivare alla conclusione del cantiere, con il Sal finale. La proposta che ho avanzato è di poter portare in detrazione al 110% tutti i lavori effettuati entro l’anno, anche se non sono conclusi, certificandoli con un Sal straordinario. La parte rimanente verrà realizzata nel 2024, con una percentuale agevolativa inferiore, del 70%, come previsto dalla normativa». Una soluzione che «limita i danni per imprese e committenti ed evita naturali contenziosi», fa notare Liris, «senza costi aggiuntivi per lo Stato. Con il Milleproroghe si sarebbe rischiato di arrivare lunghi, creando anche una confusione attuativa del provvedimento, in quanto prevede la conversione in ritardo con situazioni già definite. Con le strutture tecniche del ministero dell’Economia stiamo lavorando da giorni all’ipotesi di un decreto ad hoc del governo, che possa essere risolutivo e ricomporre le situazioni di criticità» . Diversa la situazione per il Superbonus 110% rafforzato che interviene nelle zone colpite dal terremoto del 2009 e del 2016 e per il quale la scadenza è stata fissata al 31 dicembre 2025. In questo caso, la detrazione al 110% è alternativa al contributo previsto per la ricostruzione o la riparazione degli edifici danneggiati dal sisma.

