Il Tar: a Pescara è vietato sparare e uccidere i cinghiali

13 Novembre 2019

PESCARA . I cinghiali? Un «fenomeno noto e risalente nel tempo», e per questo «non è rinvenibile alcuna delle situazioni di eccezionalità e imprevedibilità che portino a far temere emergenze o...

PESCARA . I cinghiali? Un «fenomeno noto e risalente nel tempo», e per questo «non è rinvenibile alcuna delle situazioni di eccezionalità e imprevedibilità che portino a far temere emergenze o pericoli per la pubblica incolumità, che non possano essere fronteggiati nell’ambito dei normali piani di contenimento della popolazione di ungulati». Con queste motivazioni il Tar Abruzzo ieri ha annullato l’ordinanza del luglio 2017 con la quale il Comune di Pescara aveva ordinato l’abbattimento dei capi presenti sul territorio comunale, nelle immediate adiacenze dei centri abitati e in prossimità delle abitazioni. Era il periodo in cui si erano verificati degli avvistamenti in prossimità dei centri abitati, e il comune, temendo situazioni di pericolo per l’incolumità pubblica, aveva adottato l’ordinanza. A ricorrere al Tar Pescara era stata l’associazione Earth Onlus, rappresentata in giudizio dall’avvocato Massimo Rizzato, secondo la quale, invece, non c’era bisogno di strumenti straordinari come poteva essere un’ordinanza «congiungibile e urgente». Secondo l’associazione ambientalista è sufficiente il piano quinquennale di gestione del cinghiale, approvato nel 2015 dalla Provincia e attualmente in vigore.
«Nel caso di avvistamento di cinghiali in zone limitrofe ai centri abitati, per il Comune di Pescara», si legge in atti, «era sufficiente segnalarne la presenza alla Provincia che si sarebbe subito attivata per eliminare il pericolo, dato che il 70% degli abbattimenti è avvenuto a seguito di segnalazione, e le richieste di intervento sono state soddisfatte nelle 24 ore». Il Tar nell'accogliere il ricorso dell’associazione ambientalista ha anche condannato il Comune al pagamento delle spese. (a.bag.)