Il Tar conferma la settimana corta

Respinta la richiesta di sospensiva avanzata dalle famiglie degli studenti. Ora si attende la decisione nel merito
PESCARA . Al liceo classico D’Annunzio si va avanti con la settimana corta. Ieri la sezione di Pescara del Tar Abruzzo ha respinto la richiesta di sospensiva depositata il 4 agosto scorso dal Comitato dei genitori degli studenti contrari al provvedimento, che prevede lezioni dal lunedì al venerdì (sabato libero) con una distribuzione di orari e materie scolastiche “pesanti” a fine giornata (latino, greco, italiano, filosofia, storia, matematica e fisica. Una scelta bocciata da studenti, pendolari e famiglie. I quali nei mesi scorsi hanno protestato davanti l’istituto di via Venezia, promosso una petizione con 700 firme e sfiduciato i promotori dell’iniziativa, 4 genitori del consiglio d’istituto. Il Tribunale amministrativo regionale ha respinto la richiesta di sospensiva (presentata dai legali Laura Paci, Laura Stuppia e Giovanni D’Incecco) che manifestava la contrarietà dei genitori (il comitato è composto da 92 persone ) al verbale del consiglio di istituto del 15 giugno scorso che ha deliberato la settimana corta. È passata, dunque, per ora, la linea della preside Donatella D’Amico, che ha sempre sostenuto la tesi della settimana corta come una “scommessa educativa” e che così commenta l’ordinanza del Tar: «Come ho già avuto modo di dichiarare, oltre che rimettermi ad ogni decisione che l’autorità giurisdizionale prenderà al riguardo, mi auguro che torni la piena serenità per i nostri alunni. Il loro impegno e serietà nello studio esige il rispetto degli adulti. Che sia lunga o corta la settimana, non importa. Ognuno di loro saprà dare il massimo e coronare i propri sogni». Delusione ben celata per gli studenti che così commentano l’esito della sentenza (discussa il 22 settembre scorso e resa nota ieri, giudice relatore Renata Emma Ianigro, dopo il rinvio dello scorso 9 settembre): «Non si doveva arrivare al ricorso al Tar»,scrivono Valentino Sticchiotti, rappresentante degli studenti, 3E, Saverio Gileno 2E; Chiara Michelini 2D, Francesco Cristini, 3D e Otman Hmich, 2C, «andava rispettato da subito il volere della scuola. Ovvero del 70 percento (il dato è emerso durante un sondaggio a fine anno) degli studenti contrario all’attuazione della settimana corta che non si doveva approvare in consiglio d’istituto sotto scorta della Digos».
La vigilanza delle forze dell’ordine all’esterno della scuola era stata richiesta a suo tempo dalla preside D’Amico per far fronte ai «momenti di tensione e minacce vissuti» nei giorni infuocati delle proteste in strada di genitori e studenti, e quindi «per garantire la serenità di tutti». All’indomani dell’ordinanza del Tar, gli studenti promettono che faranno «di tutto per riportare democrazia e discussione serena a scuola. Rifletteremo fino alla prima assemblea di istituto di ottobre per poi agire tutti insieme trovando una soluzione unanime».
In ogni caso gli studenti fanno sapere che i ragazzi del ginnasio staranno a scuola dalle 8.15 alle 13.45 ( 6 ore di lezione) per tre giorni su cinque. I loro compagni del liceo, invece, il lunedì saranno in classe dalle 8.15 alle 13.45 ( 6 ore di lezione ) e dalle 14.30 alle 16.20 (altre 2 ore di lezione) con una pausa di 45 minuti. Dal martedì al venerdì faranno lezione dalle 8.15 alle 13.45. Orari e materie scolastiche pesanti a fine giornata, mancanza di una mensa, i punti maggiormente contestati da famiglie e studenti. Questi ultimi fanno sapere che, malgrado l’esito sfavorevole della questione, non ci sono all’orizzonte scioperi o astensioni scolastiche varie. In attesa della decisione nel merito.
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