Il Tar dice no a 40 alloggi «La zona si ingolferebbe»

27 Dicembre 2016

Bocciato il progetto del Comune per costruire una palazzina in via Lago Isoletta Accolto il ricorso di 55 famiglie residenti, ma l’amministrazione non si ferma

PESCARA. No a un palazzo con 40 appartamenti in via Lago Isoletta. Il Tar di Pescara ha accolto il ricorso presentato da 55 famiglie di Colle Pineta contro il progetto del Comune di Pescara per la costruzione di nuovi alloggi su un terreno di proprietà dell’ente di circa 6 mila metri quadrati che si affaccia su strada della Bonifica: secondo i giudici, il quartiere si «ingolferebbe» senza nuovi servizi ai residenti.

I dettagli del progetto di social housing (5 milioni di euro il valore totale) sono contenuti nella delibera numero 114 approvata dal consiglio comunale il 3 settembre del 2015. Oltre alla costruzione degli alloggi, sono previsti anche un parco attrezzato, un orto urbano e due aree destinate a parcheggio. Per social housing si intende l’insieme delle iniziative e degli interventi volti a offrire alloggi e servizi finalizzati a contribuire e risolvere il problema abitativo, con particolare riguardo alle categorie sociali appartenenti al ceto medio: in altre parole non si tratta di case popolari visto che questo tipo di soluzione è rivolto a chi è «troppo povero» per sostenere le condizioni di mercato ma allo stesso tempo «troppo ricco» per accedere all’edilizia residenziale pubblica (ovvero le case popolari).

Ma il problema di fondo, che ha portato i residenti a unirsi tra di loro attraverso la presentazione di un ricorso al Tar, riguarda il fatto che quei terreni erano stati ceduti al Comune dalla famiglia Taraborelli e la nota famiglia di costruttori li aveva donati per la realizzazione di verde attrezzato, parcheggi pubblici e attrezzature per l’istruzione. Nella sentenza del Tar del 14 dicembre, firmata dai magistrati Michele Eliantonio (presidente), Alberto Tramaglini (consigliere) e Massimiliano Balloriani (consigliere ed estensore), si legge: «L’insediamento in una medesima zona, che prima si riteneva idonea ad accogliere solo 9 appartamenti e un asilo nido per consentire un’adeguata e dignitosa qualità della vita a famiglie meno abbienti, di ben 40 alloggi (oltre il quadruplo), avrebbe quantomeno richiesto una più compiuta motivazione in ordine al mantenimento di tali caratteristiche di socialità e promozione della qualità di vita e non di degrado e ingolfamento abitativo dell’intervento. Né si comprende come mai si è deciso di non realizzare più l’asilo nido (effettivamente funzionale a una valorizzazione della zona in termini di servizi alle famiglie); omissione non giustificabile ovviamente con la previsione di un orto urbano».

L’assessore all’Housing Sociale Antonella Allegrino fa sapere che il Comune non vuole abbandonare il progetto per la zona della pineta Dannunziana e presenterà un ricorso contro la pronuncia del Tar: sarà battaglia al Consiglio di Stato.

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