Il Tar: «Dopo l’iter giudiziario gli edifici sono da abbattere»

Ok al ricorso della Moligean contro Comune e Ministero «Provvedimenti da annullare: procedimenti in itinere»
BOLOGNANO. Sulla complessa querelle tra la società Moligean srl, proprietaria di alcuni edifici che insistono sul sito inquinato di Piano d’Orta, il Comune di Bolognano e, soprattutto nelle ultime battute, la Edison (individuata quale responsabile dell’inquinamento) e il ministero della Transizione ecologica, arriva un’ultima sentenza dei giudici amministrativi (pubblicata il 3 settembre scorso) che scrive forse la parola fine a questa battaglia lunga anni, relativa all’abbattimento di quella struttura che, a detta del Comune di Bolognano, avrebbe impedito la bonifica di quella parte del sito inquinato ad opera di Edison.
L’amministratrice della Moligean, Federica Ederle, in quest’ultimo ricorso aveva citato Ministero, Edison e Comune di Bolognano, nella speranza di fare chiarezza sulle sue competenze, e così è stato.
I giudici, nel ripercorrere le varie fasi del lungo contenzioso, hanno richiamato anche le loro stesse sentenze (in particolare quella con la quale avevano disposto la nomina di tre esperti per individuare quali parti della struttura andavano abbattute) e hanno ricordato alle parti che «la demolizione sarebbe dovuta avvenire sulla base di un progetto condiviso con l’Amministrazione comunale, secondo criteri di adeguatezza e proporzionalità», rilevando, nel contempo, come tutto questo carteggio «oltre a creare una intricata sovrapposizione di atti che non giova alla celere soluzione della controversia e dello stesso procedimento di bonifica, si pone in netto contrasto con tali decisioni giurisdizionali».
E i giudici amministrativi (estensore Massimo Balloriani) concludono affermando che «i provvedimenti oggi all’esame, adottati dal Ministero in contrasto con quanto deciso in sede giurisdizionale, appaiono viziati.
Quelli impugnati con il ricorso introduttivo devono essere annullati perché hanno imposto la totale demolizione degli edifici e interferito con giudizi ancora in itinere, senza attendere l’esito di tutta la vicenda giurisdizionale, poi conclusasi in primo grado con la sentenza 155 del 2024; tali giudizi, del resto, miravano proprio ad accertare i limiti e i termini degli obblighi di demolizione in capo alla odierna ricorrente; la pubblica amministrazione, anche se diversa dalle parti in giudizio (il Comune di Bolognano non si è costituito in giudizio ndr) non può, nella propria istruttoria, non tener conto della pendenza di procedimenti giurisdizionali che hanno ad oggetto lo stesso bene interesse sulla quale pretenderebbe di incidere, rendendo vana ogni forma di tutela e in ultima analisi la stessa attività giurisdizionale; gli stessi provvedimenti, in ogni caso, non appaiono più corrispondere alla situazione attuale, in quanto l’attività che Moligean allo stato deve compiere è quella che risulta dalla succitata sentenza 155 del 2024, benchè pur sempre a seguito del riesame imposto al Comune».
Per cui il Tar conclude con il condannare il Ministero ed Edison al pagamento delle spese processuali e soprattutto fornendo ai due soccombenti una decisione che dovrebbe definitivamente chiudere questo lunghissimo contenzioso che, come hanno esplicitato gli stessi giudici (presidente Paolo Passoni, Massimo Balloriani e Giovanni Giardino) non ha «giovato alla celere soluzione della controversia e dello stesso procedimento di bonifica».
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