Il Tar: «L’appalto per la bonifica dei siti non andava fermato»

Accolti i ricorsi di Regione e Comune contro il ministero I giudici dichiarano illegittimo l’annullamento della gara
BUSSI SUL TIRINO. Il Tar del Lazio accoglie i ricorsi del Comune di Bussi sul Tirino, della Regione, dell’Arta e del consorzio di imprese che fanno capo alla società belga Dec Deme, e dichiara illegittimo l’annullamento d’ufficio, con cui il ministero dell’Ambiente aveva azzerato la gara di appalto, dallo stesso svolta anni prima, con cui aggiudicava l’incarico di eseguire la bonifica delle aree 2A e 2B, di circa 9 ettari, situate a ridosso del centro abitato di Bussi, alla stessa Dec Deme.
Una sentenza che riapre il percorso portato avanti per anni, soprattutto dal Comune di Bussi, che fu costretto ad acquisire quelle aree, per un prezzo convenzionale di un euro, per poterle farle passare dalla Edison, alla proprietà pubblica e consentire allo stesso ministero dell’Ambiente di svolgere l’appalto ed avviare la bonifica.
Ora si riaprono gli scenari tenuti congelati per anni e tutti si aspettano che si riparta rapidamente per avviare la bonifica e valorizzare quei terreni sui quali molte aziende vogliono investire.
«Chi difendeva l’indifendibile», afferma Guerino Testa capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio regionale, «oggi collabori per recuperare il tempo perduto» a fronte di un’inequivocabile «totale censura» nei confronti del ministero dell’Ambiente, tanto che i giudici amministrativi parlano di «sviamento di potere per qualificarne la condotta assunta sulla vicenda».
Testa chiede anche che le parti politiche regionali che si scagliano contro la Regione «facciano mea culpa per non aver fatto fronte comune su una annosa questione che continuava a consumarsi ai danni dei territori abruzzesi», augurandosi che ora «si impegnino collaborando concretamente per recuperare il prezioso tempo perduto».
Inneggia a questo risultato anche il sindaco di Bussi Salvatore Lagatta, il primo attore di ogni procedura ed iniziativa intraprese da anni, tendenti a rivalorizzare, per fini produttivi e occupazionali, quelle aree che altri avevo prima, in tempi non sospetti, utilizzato come discariche per i processi produttivi dell’industria chimica.
«La decisione del tribunale amministrativo», afferma il sindaco di Bussi Salvatore Lagatta, «mi riempie di soddisfazione, ma ciò che mi preme maggiormente è che ora si aprano tute le procedure necessarie per far prevalere l’interesse pubblico alla bonifica, facendo ripartire quanto si era stabilito per questo fine con un accordo di programma».
«Devo dare atto», aggiunge il sindaco «al legale del nostro Comune, l’avvocatessa Anna Maria Bello, del Foro di Pescara, che ha prodotto la nostra opposizione alla decisione del ministero, adducendo argomentazioni riportare in ben 43 pagine».
Esprime soddisfazione anche il presidente della giunta regionale Marco Marsilio, che si rivolge direttamente al ministero dell’Ambiente sperando che «ora non faccia ricorso al Consiglio di Stato, ma si adoperi per aprire un confronto istituzionale e politico che già ci aveva negato in precedenza e per un rapporto di collaborazione istituzionale che indichi la strada migliore per arrivare alla bonifica del sito».
Ad accogliere con compiacimento la sentenza i cittadini residenti a Bussi, che hanno supportato l’operato del sindaco Salvatore Lagatta in ogni occasione, condividendone in questa vicenda le scelte, tanto da confermarlo primo cittadino una seconda volta.
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