Il Tar: Materne da riaprire Masci: chiuse fino a Pasqua

L’ordinanza comunale supera di tre giorni quella della Regione: lunedì in aula Ma il sindaco va avanti: «Mi baso sui contagi, prorogo la Dad fino al 6 aprile»
PESCARA. Continua davanti al Tribunale amministrativo regionale la contestazione, da parte di un gruppo di genitori, delle ordinanze del sindaco Carlo Masci sulla sospensione delle attività didattiche in presenza nelle scuole dell’infanzia, pubbliche e private. Ma, nei fatti, si annuncia la chiusura fino al 6 aprile.
Tutto è cominciato la settimana scorsa, con un primo pronunciamento del Tar (sezione staccata di Pescara) che ha respinto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza del sindaco sulle scuole dell’infanzia. Ma ieri il presidente Paolo Passoni si è pronunciato sugli ulteriori rilievi presentati dai genitori contro la decisione di Masci di mantenere le materne chiuse fino al 31 marzo. E, con un decreto, il Tar ha sospeso l’ordinanza del sindaco per il periodo che va dal 29 al 31 marzo, perché si potrebbe creare il paradosso, a Pescara, che «il 28 marzo siano riattivate le attività in presenza per le scuole primarie e secondarie di ogni ordine e grado», come dispone una ordinanza del presidente della giunta regionale Marco Marsilio, «ma non quelle delle scuole dell’infanzia, che dovranno svolgersi in Dad fino al 31 marzo, stando all’ordinanza del sindaco». Per il Tar, che ha ritenuto meritevole di attenzione la «perplessità» dei genitori su questo scostamento temporale, è necessario «procedere al coordinamento istruttorio» tra Comune e Regione. E se da una parte i genitori hanno accolto con soddisfazione questo pronunciamento, che porterebbe a riaprire le materne il 29, il Comune ha subito presentato al Tar istanza di revoca del decreto, rimettendo tutto in discussione.
L’intenzione del Comune è di mantenere le scuole dell’infanzia chiuse fino al 6 aprile, come ha fatto sapere il sindaco Masci, agganciandosi a un’ordinanza di Marsilio sulle altre scuole (chiuse fino al 6 aprile). Masci si sente galvanizzato dalle considerazioni del Tar sul fatto che «il moderato miglioramento epidemiologico» dovuto alle misure precauzionali «non impone il superamento di tali misure». E il risultato positivo raggiunto «può ben indurre a una proroga ragionevole delle chiusure per un auspicabile consolidamento della flessione della curva del contagio». Tutto ciò «con particolare riferimento a dati sempre preoccupanti sulla pressione ospedaliera, in un contesto epidemiologico che, senza il mantenimento delle iniziative prudenziali, potrebbe riportare il numero di infezioni a livelli precedenti alla mitigazione». «Il Tar», ha commentato Masci, «ribadisce la bontà dei provvedimenti che ho adottato fino ad oggi. Per il futuro, mi allineerò alla Regione, che ha già disposto lo stop fino al 6 aprile. E comunque le mie valutazioni per una nuova ordinanza si baseranno sulle valutazioni mediche relative a contagi e saturazione dei posti letto».

