Il Tar: «Troppi uomini nella giunta»

Accolto il ricorso di Sel, defenestrato Vaccaro: Maragno costretto a inserire la terza donna, si va verso il rimpasto
MONTESILVANO. L’assessore Fabio Vaccaro non poteva essere scelto come componente della giunta comunale. Il Tar di Pescara ha accolto il ricorso presentato all’indomani della nomina dell’assessore da Sel-Sinistra Italia, ritenendo illegittima dunque la scelta del sindaco Francesco Maragno. All’origine del problema una questione di rappresentanza di genere, dal momento che il settimo componente dell’esecutivo avrebbe dovuto essere una terza donna e non un quarto uomo. Tempi di rimpasto, dunque, per il primo cittadino che tuttavia prende tempo e non esclude un ricorso.
«Rispetteremo la sentenza emessa, perché il rispetto delle regole e delle decisioni di un organo costituzionale come la magistratura è al primo posto della nostra azione amministrativa», commenta Maragno. «Ciò non toglie che, una volta lette le motivazioni della sentenza, sarà valutata l’opportunità di promuovere un ricorso al Consiglio di Stato. Parallelamente non escludiamo di assumere ulteriori decisioni in merito alla composizione della giunta, ferme restando le ragioni che ci hanno portato, per il bene della città, a decidere per l'attuale composizione dell'esecutivo chiamato a dare risposte alle esigenze dei cittadini».
Sembra già pronto a fare le valigie, invece, l’assessore Vaccaro. «È una norma ineludibile che da poliziotto e da cittadino rispetto pienamente», commenta. «Certo dispiace, perché avevo tanti progetti in cantiere. Nonostante fossi costretto, in attesa del ricorso, a lavorare senza una programmazione a lungo termine, non mi sono risparmiato. Ringrazio il sindaco e il mio gruppo per avermi dato questa opportunità». La sua uscita dalla giunta è quindi certa? «Non conosco le intenzioni del sindaco», chiarisce, «e anche se credo non ci siano ormai i presupposti per una mia riconferma, qualora decidesse di rimpastare la giunta e nominarmi nuovamente, sarei onorato di continuare a rappresentare la città». Ad accogliere con soddisfazione la sentenza è invece uno dei promotori del ricorso, Daniele Licheri (componente regionale Sinistra Italiana), che tuttavia osserva: «È triste constatare che in un anno di procedimento del Tar, il sindaco avrebbe potuto risolvere politicamente la questione ma non l'ha fatto. Purtroppo, come spesso accade in Italia, dove non c'è la politica è il tribunale a dover riempire il vuoto». Ad esultare è anche l’avvocato ed ex assessore della giunta Di Mattia Vittorio Iovine, che ha curato il ricorso: «A dispetto di giuristi della domenica, faccendieri e millantatori», ironizza, «sono soddisfatto del risultato che proclama senza appello la valenza cogente del sistema delle norme sulla rappresentanza di genere». Non è la prima volta che a Montesilvano gli uomini hanno la meglio sulle donne nella composizione della giunta. Già il sindaco Attilio Di Mattia nell’aprile 2013 nominò un esecutivo tutto al maschile, che portò a un ricorso al Tar da parte della consigliera Manola Musa e la secca presa di posizione dall’allora consigliera regionale di parità Letizia Marinelli. L’ex sindaco rimpastò la giunta sei mesi dopo, prima del pronunciamento del Tar.
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