Il teatro di Alanno avrà il nome di Clara Perrotti

23 Aprile 2017

Il sindaco De Melis e la cittadinanza hanno reso omaggio alla commediografa morta a dicembre all’età di 106 anni

ALANNO. Larga partecipazione ieri alla cerimonia di intitolazione del teatro comunale alla ultracentenaria Clara Perrotti (106 anni), deceduta a dicembre scorso lasciando una biblioteca di oltre 20 mila volumi che sarà a disposizione di tutti come del resto lo è sempre stata per tanti decenni.

L’amministrazione comunale ha voluto così rendere omaggio a una donna che ha dedicato la sua vita alla cultura, anche affiancando il marito Giovanni Marzoli nella redazione della rivista letteraria “Controvento” e poi scrivendo lei stessa decine di commedie teatrali sia in vernacolo che in lingua. Il suo amore per il teatro, che lei concepiva come incursione intelligente nella vita reale, ha convinto gli amministratori alannesi ad intitolarle proprio il teatro comunale, dove al più presto si pensa di poter rappresentare le commedie scritte dalla signora Clara.

Nel corso della cerimonia il sindaco Vincenzo De Melis ha riferito che l’intitolazione ha comportato una procedura un po’ complessa, in quanto non sono trascorsi i venti anni richiesti dalla scomparsa richiesti per la dedica di beni pubblici. Ma ora all’ingresso del teatro alannese c’è la targa di dedica a Clara Perrotti, scoperta con la benedizione del parroco don Nicola Della Rocca. Negli anni scorsi l’amministrazione comunale intitolò una via cittadina al marito Giovanni Marzoli per i suoi grandi meriti letterari e per la dedizione alla diffusione della cultura. È stata la presidente del Circolo culturale Marzoli, Anna Assetta a rievocare l'attività che Clara Perrotti ha svolto durante la sua lunga vita soprattutto nella accoglienza di quanti avessero voluto frequentare la sua casa e servirsi della sua immensa biblioteca, che ha diretto con la figlia Marina alla quale resta il grande bagaglio di conoscenze che i genitori hanno moltiplicato nel tempo con l’intenzione di trasmetterle agli altri. Un aspetto evidenziato anche dalla giornalista Giusy Di Crescenzo e da Giovanni Bucci che si sono soffermati sull’importanza che ha avuto negli anni l’attività della famiglia Marzoli, da sempre artefice di una palestra di cultura da sempre punto di riferimento per studiosi, ricercatori e studenti.