Il tedesco buono: 100 lire per la benedizione

Dagli archivi del Volto Santo di Manoppello spunta una storia del 1944: soldato si pentì per i danni fatti
MANOPPELLO. «Cento lire da un tedesco per benedizione». È la voce annotata su un registro degli introiti del convento del Volto Santo di Manoppello il 30 aprile del 1944. I frati non trascuravano nessun particolare: i soldi che racimolavano servivano per ricostruire gli interni della chiesa distrutti completamente dai tedeschi della Wehrmacht. I tedeschi avevano utilizzato la chiesa come rimessa di mezzi e posto all’interno un punto di comando. A far riemergere oggi questo avvenimento, Antonio Bini, redattore del Bollettino del Volto Santo, diretto da padre Carmine Cucinelli, che ricercando fra le carte antiche del convento è venuto in possesso del registro finanziario di quel tempo. I fedeli contribuivano con offerte spontanee per la ricostruzione e fu davvero importante la donazione di quel tedesco oltre che il suo manifestato atteggiamento di umiltà nel chiedere perdono e di farsi benedire dai padri cappuccini. Bini ha raccolto varie testimonianze su quel periodo e le ha documentate in un articolo sul numero dalla rivista di prossima pubblicazione. Racconta che i banchi della chiesa, che presentava una sagoma più piccola in pianta ed era a livello di strada tanto che una volta tolta la porta offriva libero accesso agli automezzi, furono utilizzati come legna da ardere per far fronte ad un inverno 43-44 particolarmente rigido caratterizzato dalla presenza di oltre un metro di neve. Altra notizia che fa riflettere, che viene restituita dai documenti ritrovati, i racconti di un pilota americano che non riuscì a bombardare la chiesa dove i tedeschi avevano posto il loro quartier generale. Sull’area di chiesa e convento, avrebbe raccontato, permaneva una nuvola nera che avvolgeva la costruzione e che non permetteva di inquadrare l’obiettivo da colpire. Se il Sacro velo uscì indenne dal conflitto e la chiesa non fu distrutta, probabilmente lo si deve a una sorta di protezione non attribuibile agli uomini, almeno questo è quanto racconta chi quegli eventi li ha vissuti direttamente sulla propria pelle. I frati ci hanno sempre creduto: nel “Vademecum del divoto del Volto Santo di nostro Signore Gesù Cristo in Manoppello”, edito in occasione delle celebrazioni del 1956, i cappuccini segnalarono, come il nuovo reliquario sormontato da una corona d’oro fosse stato offerto al Volto Santo dal popolo di Manoppello «in ringraziamento per l’assistenza divina sperimentata in più occasioni durante i lunghi mesi della guerra». «Ci piace pensare», conclude il suo articolo Bini, «che il pilota americano e il militare tedesco siano tornati un giorno pellegrini al santuario del Volto Santo».
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